Seme sul mio seno

Sono in piedi dinanzi a te e ti fisso negli occhi mentre fai scivolare la mia gonna lungo i fianchi dopo averla slacciata lentamente. Sento le tue mani salde e sicure mentre mi sbottoni la camicetta, non tentennano sui bottoni nemmeno quando mi sfiori il seno. Mi chiedo come fai ad essere così tranquillo, apparentemente calmo e deciso mentre io ansimo già dall’eccitazione che sento esplodermi dentro nonostante la paura di fallire. Non mi rendo quasi conto delle dita infilate tra gli slip che mi sfili prima di farmi scivolare le spalline della canottiera trasparente.

Insinui la mano tra le mie gambe, sfiori la peluria curata del pube e, con un dito, penetri le mie labbra e scivoli sul clitoride strappandomi un gemito.

– Sei completamente bagnata! – mi fai notare.

Non riesco a dire nulla, mi limito a fissare i tuoi occhi così duri in questo momento. Rimango immobile, in piedi con le gambe leggermente aperte, mi sento nuda e vulnerabile. Distolgo lo sguardo e noto la macchina fotografica appoggiata vicino a te, allora capisco che non vuoi solamente spogliarmi ed esibirmi.

Sono in attesa della tua frase decisiva che so non tarderà, hai già deciso tutto. L’attesa è terribile, sento la voglia crescermi dentro ed i miei occhi te lo dimostrano. Appoggi la mano nel mezzo del seno e scendi lentamente, ti soffermi sul bacino quindi scendi ancora sul pube e mentre disegni arabeschi impossibili sui miei peli con un dito mi domandi:

– Perché non fai vedere ai nostri amici quanto sai essere troia?

Abbasso lo sguardo sulla mia pelle e faccio per voltarmi senza dire una parola quando sento due mani che si appoggiano sulle spalle. Lentamente indietreggio guidata da loro, faccio qualche passo poi le mani mi spingono verso il basso allora m’inginocchio. Continuo a fissarti senza capire cosa accade dietro di me, ma dalla luce nei tuoi occhi capisco molto.

I due amici, come li hai definiti tu, si fanno avanti, mi vengono di fianco, uno per parte e protendono il loro sesso verso di me. Sono già nudi, si sono spogliati mentre tu spogliavi me. Hanno un’erezione meravigliosa, cingo con le mani i due membri e li tasto , scorro su di loro misurandoli mentalmente, sono notevoli.

Ho voglia, tanta voglia e tu lo sai; ma non mi sento a mio agio, non ho mai fatto nulla di simile prima d’ora, quanto meno senza la tua presenza “fisica”. Mentre meno dolcemente quei falli pronti a soddisfarmi ti guardo ancora mentre ti dico:

– Se non mi fermi ora… vado sino in fondo!

– Vai avanti. – mi ordini.

Mi volto verso uno di loro ed appoggio le labbra sul glande, lui spinge in avanti il bacino e mi entra in bocca. Non posso fare a meno d’ingoiarlo mentre stringo con forza l’altro fallo. Cerco d’immedesimarmi in te che mi vedi inginocchiata tra due uomini nudi che mi spingono il sesso in faccia, ti guardo cercando di capire le tue emozioni ma non traspare nulla, allora chiudo gli occhi e mi dedico a questo doppio. Mi alterno da uno all’altro, come sento che un fallo si gonfia troppo o freme di piacere, passo all’altro e lo faccio impazzire con la mia bocca. Succhio senza aver ancora guardato in faccia i due maschi, mi basta il loro sesso per ora. Sorrido al pensiero che ne sto facendo godere due, quindi torno con rinnovata energia a succhiarli. Mi sento sempre più eccitata, la voglia di provarli tutti e due dentro di me sta superando l’imbarazzo. Inizialmente, lo ammetto, ero insicura, temevo di non riuscire a gestire la situazione, ma ora benché in ginocchio dinanzi a loro sento di tenere la situazione in mano. In ogni senso.

I gemiti che sento provenire dall’alto stimolano la mia autostima: mi sento femmina.

Spingo di lato i due maschi e mi alzo in piedi. Ora li posso guardare finalmente in faccia per gustarmi la loro espressione goduta. Ti guardo e cerco la tua approvazione ma vedo solo l’obbiettivo della fotocamera, quindi decido io.

M’inginocchio sul divano e dico con la voce più sensuale che mi riesce:

– Ne voglio uno dentro!

Non aggiungo altro.

Uno si mette dinanzi a me e offre il suo membro alla mia bocca. Senza pensarci torno ad ingoiarlo mentre percepisco un movimento dietro di me. Succhio con la voglia che nasce dal desiderio d’essere presa e penetrata dall’altro. Continuo a succhiare anche quando sento una mano sulla natica sinistra, quando il peso deforma il divano. So cosa sta facendo e lo attendo.

Sento il membro sfiorare le labbra della vulva, una mano dilatarmi poi, con un solo colpo deciso mi entra dentro.

Mi sfugge un lungo gemito ma non allontano il viso da quello che ho tra le labbra, continuo a succhiare meccanicamente mentre il cervello ascolta solo più ciò che si muove in me. Lo sento spingere, aprire la mia carne ed entrare a fondo. Mi piace e cerco di piegarmi in modo da sentirlo sempre meglio. Ciò che mi sconvolge non è tanto il piacere fisico, non riesco a concentrarmi su ciò che mi scivola nel ventre, sono distratta dall’altro che spinge nella mia gola. Non ce la faccio a muovermi, sono bloccata tra uno e l’altro, mi sento piena di genitali maschili ma non me li godo come pensavo. Mi sconvolge, invece, l’eccitazione che ho dentro.

Cerco d’immaginarmi vista da fuori e mi trovo eccitante, mi sento decisamente porca e questo mi piace!

Da dietro due mani mi afferrano i fianchi e mi fanno stendere sul divano. Acconsento languidamente e mi stendo sull’altro uomo mentre apro le gambe offrendomi all’altro. Subito mi torna dentro, ora posso vederlo mentre stringo tra le mani il fallo dell’altro. Chi mi sta sbattendo ha un espressione tesa sul viso, è sudato e respira affannato; lo sto facendo godere semplicemente aprendo le mie gambe. Sono e resto immobile, lo lascio fare e guardo il suo arnese che si muove regolare fuori e dentro di me, lo vedo scivolare tra le labbra della vagina, aprirmele ed entrare nel mio ventre con una regolarità esasperante, ma quasi non lo sento. Sono troppo eccitata e dilatata, mi chiedo che cosa sto dando a lui, non può certo sentire più di me dentro il mio lago caldo, eppure sta chiaramente godendo. Sono io con il mio corpo, con la mia perversione che lo facciamo godere.

Mi piaccio e mi esalto nel pensare che basta la vista del mio corpo a far godere quel maschio, sempre più calda torno ad ingoiare l’altro membro. Ora sento anche questo maschio vibrare tra le mie labbra: ogni volta che succhio più intensamente del solito lui spinge in alto il bacino e freme, il suo fallo è caldo e saporito, mi accorgo che sta per arrivare al limite ma non mi fermo. Non sento il bisogno di godere, mi basta sentire il loro piacere per appagarmi questa volta.

Ti guardo e ti vedo sempre più lontano mentre la mente si perde in questo sovraccarico ormonale, sono confusa e persa tra i falli di questi uomini che ho intorno ma non mi dimentico di te, mio unico padrone. So cosa vuoi!

Mi trasformo da passiva preda di due uomini a cacciatrice di piacere.

Spingo via quello che ho dentro e mi alzo dal divano, ora posso guardarli entrambi in faccia e studiare le loro espressioni.

– Ora voglio te… dentro! – confesso a bassa voce all’altro.

Lui si sistema per bene, spinge in avanti il sedere sul bordo del divano e trattiene con una mano il membro ben verticale; è un invito allettante. Lenta mi avvicino, apro le gambe come per salirgli sopra poi mi volto e ti guardo mentre indietreggio di un passo. Quando sento le sue ginocchia tra le mie gambe inizio a scendere sin che non me lo sento puntare sulla vagina. Ti fisso negli occhi e scendo su di lui che mi penetra. Scendo a fondo, mi muovo un po’ senza pensare ad altro che al mio piacere, poi l’altro torna alla carica e porge il membro all’altezza del mio viso. Inizio a succhiare quello che prima avevo dentro mentre mi muovo sull’altro. Mi ritrovo nuovamente in difficoltà, se cerco di godermi quello che ho sotto perdo il contatto con l’altro, non posso far altro che tenermi sollevata spingendo sulle gambe e lasciar fare a loro. Gli stimoli che ricevo sono troppo leggeri e non riesco a lasciarmi prendere dal piacere, in questo momento mi sento un semplice oggetto tra le loro mani, mi stanno usando per stimolare il loro sesso, si muovono senza darmi nulla in cambio. La situazione è, in ogni caso, stimolante; mi piace sentirmi così, a volte. Quando usano il mio corpo per provare piacere provo un’eccitazione particolare, forse mi sento più femmina in questi momenti che quando godo di un amplesso. Però non mi basta più l’eccitazione adesso.

Ora che li ho fatti godere, ora che mi hanno usata a sufficienza, voglio la mia parte di piacere.

Allontano il viso da quello in piedi e mi sollevo dall’altro, a stento mi tengo in equilibrio tanto le gambe costrette in quella posizione di prima mi fanno male, ma ho troppa voglia. Mi avvicino a quello in piedi e lo bacio, ripenso all’unico vincolo deciso da entrambi nei nostri giochi di coppia: niente baci sulla bocca, ma decido di violarlo. Questa è una serata particolare.

Mentre la mia lingua gioca con quella dell’uomo riesco a sussurrargli la mia voglia, quindi gli salto in braccio. Lui riesce a trattenermi per i glutei e a sollevarmi quel tanto che basta. Sento il suo membro premere prima sul bacino poi, mentre mi solleva, scivolare sulla pelle e portarsi dinanzi alla vulva. Sono talmente eccitata che appena mi cala un po’ me lo ritrovo dentro. Mentre mi stringe a sé riesce a muovere il bacino tanto da scoparmi. Mi piace!

Mi piacciono le sue braccia che mi stringono e la sua forza, mi sento presa da lui e finalmente inizio a provare qualcosa di forte, mi ritrovo a muovermi contro di lui come non ho mai fatto prima e mi accorgo che basterebbe la sua forte presa sui miei glutei a farmi venire. Ho un principio d’orgasmo che non riesce ad esplodere, sto godendo ma non riesco a lasciarmi andare. Forse è la posizione scomoda o forse sento che se venissi ora lascerei qualcosa d’incompleto.

Ho sempre avuto un desiderio inespresso, tenuto segreto dentro di me nonostante il dialogo molto aperto che ho con il mio uomo: sogno da tempo di raggiungere un orgasmo vaginale mentre tengo in gola il sesso di un altro uomo. In realtà il sogno è di far godere due uomini contemporaneamente, sentirmi riempire il ventre e la gola nello stesso momento, ma so di non poterlo realizzare questa sera.

Chiedo all’uomo di mettermi giù, gli dico che ora voglio venire.

Mentre mi metto carponi sul tappeto invito dietro di me quello che mi ha tenuta in braccio, l’altro si sta già sistemando dinanzi al mio viso. In poche mosse vengo nuovamente presa in questa che è, forse, la più classica posizione nel gioco a tre. Sento che dietro di me tentenna tra il mio forellino e la vagina fradicia, non voglio una penetrazione anale questa sera ed istintivamente contraggo i glutei. L’uomo intende il mio messaggio e punta direttamente al ventre. Mi penetra con un colpo di reni e lo sento entrare sin contro l’utero. Questo è quello che voglio: ne ho uno dentro e l’altro in gola nella posizione che mi consente di percepire al meglio la penetrazione e di muovermi per stringermi contro di lui. Pochi istanti ed il piacere mi porta all’orgasmo.

Quello che prima stentava a partire ora mi esplode dentro in un istante, veloci e brevissime fitte di acuto piacere squassano il mio corpo, vorrei gridare ma il membro che ho in gola me lo impedisce. Forse, per la prima volta, ho un orgasmo di tipo maschile: breve, molto intenso, tremendamente intenso, e spossante. Godo in pochi istanti quello che dovrei provare in un lasso di tempo maggiore, è bellissimo e vorrei gridare un “riempitemi” ma so di non poter correre il rischio. Sono in piena ovulazione e questa sera non posso prendere nulla dentro di me.

Raccolgo le poche forze che mi rimangono, non mi concedo il tempo di crollare nel languore sin che ho ancora forte in me la carica erotica generata da questo gioco perverso con due maschi.

M’inginocchio e li chiamo a me, stringo il loro sesso tra le mani e succhio il mio stesso sapore su di loro. Succhio e meno alternativamente i due uomini, cerco di portarli all’orgasmo insieme, voglio sulla mia pelle e sul mio viso quello che desideravo nel ventre. E così quando esplodono insieme non so dove volgere la mia bocca aperta e avida del loro seme. È curioso percepire la diversità nel sapore del liquido seminale dei due, riesco ad ingoiare un po’ di ognuno e quello che sfugge alla mia bocca cola sul seno.

Guardo verso il mio uomo e comprendo d’aver realizzato un suo sogno, lo intendo da come fissa il mio seno imbrattato di seme.

Alla fine di tutto, quando si sono completamente svuotati mi alzo in piedi; le forze mi consentono di anelare una lunga doccia prima di stendermi sul letto e sognare. Non raccatto i miei vestiti e nemmeno rivolgo una parola ai due uomini, so che probabilmente non li rivedrò più. Passa dinanzi a Luciano e sensualmente gli confido:

– La prossima volta li voglio dentro!

Lui sa cosa intendo e deduco dal suo sguardo che sta già sognando.