L'erotismo delle storie erotiche cariche di eros, di stupende modelle, ragazze amanti del sesso in ogni sua forma. Le storie erotiche, possono essere reali confessioni o di fantasia, ma sono tremendamente eccitanti!

Su EroStorie trovari:
  • Racconti: storie reali o immaginarie descritte con dovizia di particolari. Un erotismo che nasce dalle situazioni, dagli sguardi e dai giochi spinti oltre i limiti.
  • Fantasie: brevi scritti in cui l'autore, o l'autrice, parla dei suoi pensieri più intimi e segreti. Illustrati!
  • Confessioni: situazioni reali, vissute o conosciute, dai nostri autori. Esplosioni di sensualità, vicende vere e provate sulla propria pelle.
Racconti Erotici Recenti:

Racconto vero (in ufficio)

Ciò che sto per raccontarvi è realmente accaduto. La scorsa settimana mi è capitata una situazione molto strana…

Ho ventinove anni e sono felicemente sposata da tre, abito e lavoro a Milano in un ufficio di rappresentanze. Ho un bel fisico e a mio marito non dispiace affatto se lo metto in mostra, soprattutto in ufficio, meno male che non ho un marito geloso. Adora vedermi portare abiti e biancheria particolarmente sexy, anche sul lavoro, dove cerco sempre di essere carina ed in ordine e di farlo con discrezione. Vuole sempre che indossi gonne molto corte. In ufficio, c’è il mio capo, il sig. Carlo, che è un bell’uomo di 47 anni, anche lui felicemente sposato. Tra noi c’è un bellissimo rapporto di lavoro, ci stimiamo e ci rispettiamo a vicenda, indubbiamente a Carlo non devo essere completamente indifferente, ( noi donne lo capiamo subito) ed anche lui, a me, non dispiace, ma mai e poi mai avrei pensato che…

Martedì scorso mi ha chiesto se il giorno dopo potevo fermarmi per uno straordinario fino alle 20.00, dicendomi di non preoccuparmi che mi avrebbe riaccompagnato lui a casa. La sera prima avviso mio marito dicendogli che il mio capo mi ha chiesto di fare 2 ore di straordinari e che mi avrebbe riaccompagnato lui a casa. Mio marito allora mi disse “Non preoccuparti amore mangeremo una pizza quando torni, e poi il lavoro per prima cosa, non preoccuparti che non sono geloso se rimani sola col tuo capo, l’importante, ricordalo sempre è che se lui ci prova e vuol fare del sesso, tu accontentalo pure, ma digli di mettersi il preservativo, non si sa mai…anzi, mettine un paio nella tua borsa così sei più sicura” Io all’inizio mi arrabbiai per la sua risposta e le dissi “Ma per chi mi hai preso per una Troia? Guarda che si tratta solo di lavoro…se tu pensi a queste cose sei proprio un porco!”.

Dopo un po’ mi calmai e feci finta di niente e pensai che era meglio avere un marito porco e non geloso e possessivo. La mattina trovai l’appendiabiti già pronto con l’abbigliamento che la sera prima, sempre quel porco di mio marito mi aveva preparato, ossia: una minigonna nera con una giacchetta in tinta e una camicetta. Per l’intimo, tirò fuori il completo nero di pizzo con lo slip sgambato e il reggiseno a balconcino che mi ha regalato lui per il mio compleanno. Il reggiseno devo dire che mi spara fuori veramente due tette favolose, la mia seconda misura sembrava una terza abbondante. La camicetta era molto leggera e l’effetto trasparenza sul reggiseno si rivelava veramente molto sexy, ovviamente in treno ed in ufficio avrei tenuto la giacca ben chiusa.

Mi infilo dei collant neri e sono pronta,…un momento, nella borsa vedo una paio di calze autoreggenti nere con un bigliettino attaccato che mi ha scritto mio marito, e diceva “mi raccomando amore le calze autoreggenti mettile stasera nel bagno dell’ufficio prima di cominciare lo straordinario, vedrai che l’aumento è assicurato…”. Sono arrabbiatissima, mio marito è proprio un porco, ma poi tra me e me dico, ma sì perché no! Contento lui… Sono in ufficio e la giornata scorre normale e tranquilla, adesso sono le 18.00, è ora di muoversi. Vado in bagno, tolgo i collant e metto le autoreggenti, poi mi do una ripassata al trucco….. Esco dal bagno e vado verso l’ufficio, quando sento la voce di Carlo il mio capo, mi giro e lo vedo di fronte a me, che mi fissa stupito. “Per , per cortesia mi può dare la pratica n. 37” mi chiede balbettante e soprattutto senza togliere gli occhi dalle mie gambe. “Sì, certo subito!” gli rispondo. La frittata ormai è fatta, ma stranamente la sua occhiata eloquente e vogliosa non mi ha infastidito, anzi, non mi è dispiaciuta per niente! La pratica è nell’armadietto dietro la mia scrivania, in basso, e per prenderla mi siedo e mi giro, questo movimento mi fa involontariamente salire la gonna scoprendo le gambe fino al bordo delle calze. “Prego Carlo, ecco la pratica!” allungo la pratica verso di lui che sembra non vederla, il suo sguardo è fisso sulle mie cosce, mi rendo conto della cosa ed imbarazzata mi alzo in piedi, di fronte a lui. Prende distrattamente la pratica e mi dice : “Monica, in tutto questo tempo non mi ero mai accorto che lei fosse così sexy!” “Veramente, Carlo, non ho mai fatto nulla per esserlo in verità, ma davvero mi trova sexy?” Siamo a cinquanta centimetri uno dall’altra e sento che nell’aria qualcosa di strano, soprattutto io mi sento strana. Lo guardo e lo vedo sconvolto ed eccitato, e lo è per me… mi sento improvvisamente una donna desiderata.

Qualcosa sta succedendo, sto desiderando anch’io quest’uomo, il quale si sta avvicinando a me. Prima che io possa dire o fare qualcosa, sento le sue mani sulle mie tette… Me le ha prese a mano aperta, me le stringe e me le palpa con forza, vorrei reagire, dirgli di smettere… ma mi piace, mi piace farmi palpare le tette…mi piace che lui me le tocchi così…sensi di colpa non ne ho, visto che questo lo ha voluto quel porco di mio marito…. Ora lo sto accontentando. Poi la sua mano destra si sposta dal seno e scendendo lungo il fianco mi arriva al culo e mentre mi tasta e mi stringe il culo, mi infila la lingua in bocca iniziando un lungo e sapiente bacio. In ufficio non c’è più nessuno, sono le 19.00 passate, per sicurezza il capo chiude a chiave la porta dell’ufficio, poi si avvicina di nuovo e mi bacia slinguandomi in un modo meraviglioso mentre le sue mani esplorano tutto il mio corpo, ormai sono tutta bagnata, la mia figa è un lago….. Sento la sua mano infilarsi sotto la camicetta e stringermi il seno sinistro con più forza, tale da farmi male, poi le sue dita mi strizzano il capezzolo attraverso il pizzo del reggiseno. “Quanto sei figa!” mi dice guardandomi… Poi sempre slinguandomi mi mette le mani dietro la schiena e mi slaccia il reggiseno che cade per terra. “Che tette ! Che tette fantastiche che hai, sono proprio della giusta misura!” Così dicendo infila la faccia tra di loro e comincia a baciarle e palparle, poi arriva ai capezzoli che titilla con incredibili colpi di lingua, gioca con le mie tette in un modo meraviglioso portandomi piano piano verso un inevitabile orgasmo.

Ho sempre avuto rapporti con mio marito che ha la mia stessa età, ma devo veramente dire che se non lo si ha mai provato, un uomo maturo ed esperto è tutta un’altra cosa!…Ti fa sentire più donna…più appagata. Sento che sto per venire e forse lui lo ha intuito, alza il viso, mi guarda e sento che mi prende la mano e la porta sul suo uccello. E’ grosso e duro sotto i pantaloni. “Lo senti come ti voglio?” mi dice. “Lo sento, eccome se lo sento!” gli rispondo io tastandogli il cazzo che sembra di acciaio. Il toccare questo cazzo duro mi fa aumentare le contrazioni della figa e mentre gli tasto le palle una prima scarica mi sconvolge da capo a piedi, sto venendo di nuovo.

Ormai fuori di me mi abbasso davanti a lui e freneticamente gli slaccio la cintura, gli abbasso la lampo, i pantaloni e gli slip, mi appare uno splendido uccello duro come il marmo e di notevoli dimensioni, molto più grosso e più lungo di quello di mio marito, si e no misurava almeno 25 cm., mentre quello di mio marito ne misura 16 di cm. “Dai prendimelo in bocca , fammi venire!” mi sento dire. Hai una stupenda bocca da pompinara !” Apro la bocca più che posso ed ingoio questo splendido affare caldo e pulsante, cominciando un furioso pompino, sono infoiata in un modo incredibile, sentirmi la bocca strapiena di quel cazzone enorme mi fa immediatamente godere un’altra volta con contrazioni violente, mai provate prima; Sono già venuta tre volte senza nemmeno scopare. La foga che mi ha preso mi fa venire voglia di provare una cosa che ho visto in un film porno e guardando Carlo con tutto il desiderio possibile mi escono parole che mai avrei pensato di dire… “Dai vienimi in faccia! Voglio la tua sborra sulla faccia !” “Sì, sì, Sìììììì!” sento mugolare Carlo. Glielo meno velocemente e chiudo gli occhi. Uno schizzo di sperma caldo mi colpisce la guancia , poi un secondo le labbra e subito la lingua esce per prenderlo, non ho mai sentito il suo sapore. Apro gli occhi, guardo Carlo che li ha chiusi e sta godendo, sempre menandogli l’uccello, gli ultimi getti me li dirigo sulle tette, poi lo riprendo in bocca bagnato e lo succhio come un bambino succhia il biberon… Quanto mi piace ! Sono diventata una vera pompinara ! L’uccello di Carlo si è intanto ammosciato nella mia bocca, lui mi alza e mi bacia con dolcezza e gratitudine. “Vieni”, mi prende per mano e mi porta alla scrivania, mi solleva la gonna scoprendo le autoreggenti, poi si abbassa e mentre mi bacia le cosce, mi toglie gli slip. “Siediti” mi fa sedere sulla scrivania, si china davanti a me cominciando a baciarmi prima le calze poi sale più su alla parte di coscia scoperta, sempre più vicino al centro sino a quando non sento la sua bocca sulle mie grandi labbra, sento il suo alito caldo e poi la sua lingua insinuarsi sempre di più… Mi sdraio sulla scrivania e mentre comincio a muovere il bacino per seguire le sue leccate (quanto è bravo, mi fa impazzire) le mie mani arrivano sulle tette che comincio a stringermi, mi tocco i capezzoli , durissimi, mio Dio! E’ fantastico, mi fa morireeeee……

Di colpo il 4° orgasmo mi prende facendomi tremare in una sorta di convulsione, mi sembra di perdere i sensi, ho forse li perdo, non mi rendo conto che Carlo è intanto salito sulla scrivania e si è messo a cavalcioni su di me, sento e vedo il suo cazzo semiduro tra le mie tette che a preso a stringermi, ancora in estasi piego la testa in avanti per prendergli l’uccello in bocca, lui si avvicina e me lo infila, è ancora abbastanza piccolo ed arrivo a prenderlo fino alle palle, muovo la lingua mentre lo tengo in bocca e piano piano lo sento diventare duro. Ormai è completamente in tiro, comincio a leccarlo, sa di sperma ed il sapore e l’odore non fanno che aumentare il mio piacere. Mi è venuta una gran voglia di sentirlo dentro. Come se mi avesse letto nel pensiero mi dice “Lo vuoi sentire dentro? Vuoi che ti scopi ?” “Sì, voglio provare il tuo cazzo!” Allora dopo essersi messo un preservativo lo sento infilarsi dentro di me, Dio come è grosso, per fortuna la mia figa è bagnatissima.

Mi scopa magnificamente, lo sento entrare fino alle palle con colpi violenti, mi tocca dei punti in cui mio marito non può mai arrivare avendo il cazzo più piccolo, è meraviglioso, allargo più che posso le gambe, vorrei che mi arrivasse più dentro possibile… … purtroppo dura poco…… “Sto venendo…!” sento dire dal mio capo… e subito un’ondata di sborra calda invade il preservativo dentro la mia figa. Carlo è venuto per la seconda volta. Quando ci risistemiamo, sono ormai le 19.45. Per la cronaca, ho ricevuto un passaggio di livello e un cospicuo aumento di stipendio, da 2 sono passata quasi a 3 milioni…vi pare poco? Adesso tutti i giorni, sempre d’accordo con mio marito, mi presento in ufficio terribilmente sexy, ormai dal mio capo l’ho preso da tutte le parti, compreso là… In compenso lavoro molto meno e scopo di più. Ogni tanto al pomeriggio invece di lavorare, il mio capo mi porta in un Motel per scoparmi meglio, devo ammettere che con lui godo più che con mio marito, forse per le dimensioni del suo cazzo, o forse perché mi eccita farmi fottere da un uomo di 47 anni che non sia mio marito. Mio marito vuole solo una cosa da me, che mentre facciamo l’amore le racconti tutti i particolari delle scopate che faccio col mio capo, come si dice…”Contento lui…” Purtroppo scopando spesso in ufficio, la sera sono sempre molto stanca e a mio marito mi concedo soltanto una volta alla settimana, o sabato o domenica, gli altri giorni solo qualche pompino, sempre raccontando l’evolversi delle mie scopate in ufficio…

Lascia un commento