Il capo e la segretaria

Quando ho finito il liceo non pensavo che le mie aspettative di laurearmi e diventare una donna di successo sarebbe sfumate cosi’ velocemente

Eppure la malattia di mio padre mi obbligo’ a ridimensionare le mie scelte,a decidere di trovare in fretta un lavoro.

Fu cosi’ che fui enormemente riconoscente al signor De Rossi,per avermi preso a lavorare nel suo ufficio,nonostante non avessi un buon curriculum e non avessi alcuna esperienza di lavoro

Fu cosi’ che cominciai a lavorare,quasi per gioco,in quello studio legale

Passavo le mie giornate a socializzare con le altre segretarie, e a digitare ciò’ che lui comandava

All’inizio mi sentivo superiore a loro,delle semplici ragionieri in confronto a me,che nell’esame di maturità avevo avuto il massimo,che aveva avuto elogi da tutti i professori e gli amici di famiglia

Ma con il tempo imparai a rispettarle,a provare simpatia verso quelle ragazze.

Vedevo come ognuna di esse fosse completamente devota al capo,le criticavo mentalmente perché le ritenevo immature

<> pensavo <>

Passarono i mesi e in quello studio mi trovavo sempre meglio

C’era sempre qualcosa da fare,e non era come trascorrere ore e ore e marcire sui libri,come ero abituata io

Era rilassante,e poi il computer mi era sempre piaciuto.Dovevo ringraziare l’avvocato de Rossi per avermi insegnato tutto con calma,di avere avuto pazienza con me.

Quella sera eravamo rimasti sono noi due

<> mi disse con voce calma <>

gli risposi che volevo continuare ad aiutarlo,che sarei stata al suo fianco tutta la sera.

Rimanemmo fino a tardi a lavorare,e non potevo fare altrimenti,perché ero troppo riconoscente verso di lui

Ma forse non era solo questo: forse quella rabbia e quelle critiche verso le colleghe erano delle manifestazioni palesi della mia gelosia,forse mi piaceva ,e molto.

Si mise accanto a me,porto’ del cibo che aveva comprato al supermercato sotto e del buon vino

<> disse sorridendo

mentre lavorava accanto a me potevo osservare attentamente i tratti del suo viso,le piccole rughe di espressione che ormai lo solcavano,in quell’espressione intenta a concentrarsi sul lavoro,potevo osservare la sua pancetta che lo rendeva ancora piu’ affascinante e sensuale e gli dava più’ autorità,il suo abbigliamento formale,i suoi occhiali,la sua chioma ormai sfoltita e coronata da diversi capelli bianchi.

In quel momento sentii qualcosa,una forte pulsione verso quell’uomo !

Accanto a lui vi ero io,ero vestita come tutte le segretarie li,un abbigliamento a cui mi ero dovuta abituare,nonostante detesto i collant.

Avevo una gonna e un tailleur blu avion,delle calze in tono,scarpe col tacco,una blusa bianca.

Involontariamente mi avvicinai a lui,sempre di più’ con la sedia,il mio sguardo cadde sulle sue gambe semiaperte e lui se ne accorse.

Io facevo finta di niente,ma lui continuava a guardarmi,ed abbassando di nuovo lo sguardo vidi che non gli ero indifferente.

Il suo gomito si sposto’ sempre più’ verso di me,e i suoi polpastrelli sfiorarono leggermente la mia gamba coperta dal collant.

Le sue dita scivolavano sulla mia gamba,ma io non lo fermavo

Nella mia mente scorreva velocemente il pensiero che era una molestia,che avrei potuto denunciarlo,ma qualcosa mi sussurrava di stare al gioco.

La sua mano di tanto in tanto si fermava,e lui mi guardava negli occhi,aspettando un no,e leggendo il mio sorriso continuava ad avvicinarsi sempre di più’ al mio interno cosce.

La gonna era ormai alzata,e le sue dita esitavano nel punto più’ intimo del mio collant,i polpastrelli lo premevano e lo sfioravano a piacimento del mio capo,che esprimeva un sorriso malizioso assolutamente irresistibile.

Sentivo le mie parti intime farsi sempre più’ umide,i miei umori venire a contatto con le mutandine e le calze,che già mi davano fastidio abbastanza

Provavo una sensazione di fastidio e di piacere di cui ero diventata schiava.

Si accorse ben presto di come mi ero bagnata,e si inginocchio’ davanti a me.

Faceva un po impressione vedere il mio capo,l’avvocato inginocchiato accanto a me,anche se sapevo cosa aveva intenzione di fare.

Comincio’ a leccare i miei collant,a partire dal ginocchio.

La sua lingua scorreva tra la liscia maglia ,mi dava una sensazione indescrivibile…

Si avvicino’ sempre di più’ al punto che aveva stimolato prima,mentre con le mani alzava sempre di più’ la gonna.

La sua lingua si appoggio’ proprio in quel punto,sembrava come se fosse complementare alla mia fighetta,cosi’ come il suo naso freddo sfiorava il mio addome..

Sentivo la sua saliva mescolarsi ai miei umori fuoriusciti dalle mutandine,e tutto sembrava impigliarsi nella rete del collant.

Ero completamente immersa in questo gioco di sesso e piacere,allargavo le gambe come per farlo avvicinare,per facilitargli ciò’ che stava facendo.

Il mio bacino scivolava sempre di più’ dal ripiano della mia sedia,avevo il collo completamente inerte,e la testa all’indietro,mentre chiudevo i miei occhi abbandonandomi ai pensieri più’ proibiti.

Afferro’ le mie gambe con le sue fredde mani e le sollevo’ fino ad appoggiarle sul tavolo,incurante dei preziosi documenti che si trovavano su di esso,mentre con la bocca continuava a leccale con avidità il mio punto più’ segreto.

Ancora con le mani strinse forte i miei fianchi e ,preso l’elastico dei collant,finalmente mi libero’ da essi lasciandomi con le sole mutandine nere.

Presto mi libero’ anche di esse

Mentre delicatamente me le scendeva giù ,io pensavo alla situazione in cui mi trovavo,nuda a cosce aperte davanti al mio capo,a mostrarsi senza alcuna inibizione ogni minima parte del mio corpo.

L’idea mi impauriva molto,anche perché’ sono sempre stata una ragazza riservata,ma nello stesso tempo tutto ciò’ incrementava il mio stato di eccitazione e non facevo nulla per fermarlo.

Me le scese giù’ di colpo le mutandine,senza alcun apprezzamento per esse,anche se erano molto belle e ricamate.Aveva solo fretta di scendermele del tutto,in modo che potessi continuare a tenere le gambe aperte verso di lui,che ne potesse possedere la loro vista.

Si limito’ pero’ a togliermele sono da una gamba,restarono impigliate all’altra.

Gli uomini d’affari sono cosi’,fanno solo il necessario.

Continuava a non dire una parola,potevo sentire la sua voce dai forti sospiri che metteva,i sospiri di un uomo maturo,del mio.

Guardava compiaciuto la mia fighetta,completamente depilata.come la tenevo io per comodità’.Si avvicino’ di nuovo e stavolta per davvero pote’ succhiarne il gusto,fino in fondo,spingendo la sua lingua fino al suo punto più’ segreto,incurante dei miei fremiti.

Per come mi leccava sembrava stesse leccando il contorno di una scodella,faceva dei movimenti veloci e circolari,non trascurava nessuna parte di essa,faceva dei rumori come a volerla succhiare,annusare,coglierne il gusto originario.

Allora mi venne naturale,presa sai fremiti dell’orgasmo,avvicinare la mia mano alla sua testa,accarezzarlo con la mia mano,ma ,tradendo le mie aspettative,me la tolse con un gesto violento e brutale,come a dire che non ero io a dovergli far qualcosa,ma ad obbedire ad ogni sua richiesta.

Capii allora che non sarei stata la sua donna,solo una delle tante,una che non avrebbe potuto far altro che dire di si al suo padrone,ma tutto questo mi eccitava terribilmente.

Afferratami di nuovo la coscia,comincio’ a toccare la parte di essa che la separa dal sedere,fino ad avvicinare la sua mano alle mie natiche lisce e prive di un filo di grasso.

La sua mano si avvicinava sempre di più’ al loro interno,e a quel momento fui impaurita,ebbi paura che mi volesse possedere interamente,una cosa che non avevo permesso mai a nessun fidanzato

Ma mentre la sua mano di avvicinava alla mia piega sapevo di non potere e non volere dirgli di no,sentivo il suo pollice accarezzare il mio ano,muoversi vivacemente intorno ad esso ,stimolarlo sempre di più’,senza nessun riserbo.

Mentre lo toccava,i miei respiri diventavano più’ forti,,ero come presa da un languido piacere mai provato,mentre la tua lingua si insinuava ancora tra le mie gambe.

Finalmente lo sentii parlare <>

Arrossii al pensiero che un uomo mi rimproverasse di questo,anche se infondo di uomini ne avevo avuti solo due,due storie importanti finiti con il classico gioco di corna,ma quella frase aveva un significato particolare,diverso.

Finalmente vidi che di stava slacciando i pantaloni,prese violentemente la mia mano e mi costrinse a slacciarglieli e a mettere la mano dentro,a masturbare il suo caldissimo e già eccitatissimo pene.

Il suo respiro crebbe sempre di più’ mentre,avendo smesso di leccarmi la fighetta,continuava a masturbarmi,davanti e dietro.La sua mano si allontano’ presto da me,si avvicinò al tavolo e prese una grossa pena.

Comincio’ ad avvicinarla al mio pube,a strisciarla su di esso per riscaldarla,e poi la fece entrare violentemente all’interno,facendola andare avanti e indietro e potendo osservare il mio sguardo estasiato mentre provavo un orgasmo liberatorio.

Grazie ai movimenti magistrali della mia mano dalle unghie laccate che masturbava il suo grosso pene,anche lui provo l’estasi dell’orgasmo mentre il suo seme inumidiva la mia mano disinibita.

Adesso,abbassatosi completamente i pantaloni,prese parte del seme con la mano e me lo condisse alla bocca,aspettandosi che io assaggiassi,come infatti feci.

Si allontano’ un attimo e prese i mano il monitor del computer che era sul tavolo e lo ripose a terra,poi prese tutto il resto degli oggetti sul tavolo e li scaravento’ violentemente a terra, mi prese di peso mi fece sedere sul tavolo.

Passarono alcuni minuti in cui mi privo del mio tailleur e della mia blusa,ritrovandosi davanti a due seni sodi e rotondi.

Staccandomi violentemente il reggiseno,comincio’ a leccarli avidamente,a succhiarli e morderli incurante del fatto che provassi talvolta dolore.

Continuo’ a leccare il mio busto,ficcando la lingua dentro ombelico,a stringere il mio seno sodo nelle sue ruvide e grandi mani,finché il suo pene non si fu ripreso del tutto.

Allargatomi ancora le gambe,stavolta mi possedette stringendomi a lui.

Sentivo il modo in cui ondeggiava,passionalmente e violentemente verso di me,lasciandomi poca possibilità di movimento.

Continuo’ a farmi per circa quindici minuti,poi,un po stanca mi appoggiai con la schiena sul tavolo.

Lui era li a guardarmi,mi chiese di masturbarmi con la stessa autorità con cui mi chiedeva di svolgere i compiti per l’ufficio.

Presi la mia mano,la avvicinai alla mia fighetta bagnata,e la immersi,continuandomi a masturbare per alcuni minuti ad occhi chiusi,distesa sul tavolo,mentre lui continuava a guardarmi.

Mentre mi masturbavo mi libero’ definitivamente delle scarpe coi tacchi a spillo e della gonna,delle calze e delle mutandine che erano restate impigliate ad esse.

Mentre continuavo a masturbarmi,ormai senza inibizione,mi prese e mi fece mettere in piedi con la pancia rivolta verso il tavolo,e mi fece abbassare la schiena verso esso.

La sua mano scorreva per la mia schiena nuda,talvolta rivolgeva le proprie attenzioni ai miei grossi seni schiacciati verso il tavolo,ma inesorabilmente scorreva verso il fondo schiena

Seguendo la linea della spina dorsale,il dito si insinuo’ di nuovo tra le natiche,le allargo sempre di più’,stimolo’ l’ano,e non solo dall’esterno,si insinuo’ delicatamente all’interno.

Mi accorsi che bagnava la mano tra le mie gambe e inumidiva l’ano,facendo scorrere meglio il dito al suo interno.

Sentivo che lo spalmava con qualcosa di liquido,forse un lubrificante,della vaselina.ormai sapevo cosa volesse fare

A un certo punto sentii qualcosa di diverso penetrarmi dal di dietro

Era il suo grosso pene,ormai familiare a me,per un attimo sentii una sensazione di dolore-piacere

Mentre con le dita continuava a insinuarmi la vagina,dita che da una piccola striscia di pelle erano separate dal suo pene che violava il mio ano.

Continuava a possedermi,a fare dei versi che chiarificavano la sua forte eccitazione,e riuscii a capire sono questa frase<>

Di quella sera non ricordo altro,se non che fu un momento di grande trasgressione della mia vita sessuale

Ricordo che erano le cinque di mattina quando mi svegliai

Lo vidi rivestirsi,mi ritrovai con tutti i miei abiti addosso,mi aveva vestito lui probabilmente,e tutto,compresa la scrivania,tutto era al suo posto

Non mi disse una parola di quel che era successo,se mi fosse piaciuto,se avessi provato dolore,e non chiarifico il valore di quello che era successo

Dall’indomani comincio’ il lavoro regolarmente

Alla fine non resistetti,e mi sono licenziata

Adesso ho ripreso gli studi,giurisprudenza naturalmente,sono un tipo che ride quando sente le barzellette dei capi con le segretarie,ma sicuramente non dimenticherò’ mai quella forte emozione che mi regalo’ quell’avvocato cosi’ sensuale quando autoritario .