Fotografando

Pantelleria , dopo la Sicilia, é la mia isola mediterranea preferita.
L’ideale per me che amo il mare tutto da vivere in una natura poco..addomesticata.

A Gadir, un antico villaggio di pescatori, hanno una casa Fredo e Giovanna, “vecchi” amici di famiglia :da parecchie estati sono ospite loro per buona parte delle ferie.

Così é stato anche l’anno passato, quando facevo coppia con Luca, il grande amore del momento.

Che però, in quel caldissimo agosto, stava diventando sempre meno “grande amore” e sempre più “noia mortale”…

Oltretutto il ragazzo sopportava male il sole, al contrario di me , che sono una lucertola; di conseguenza la mia pelle era talmente scura da farmi apparire figlia della vicina Africa, la sua di un colore indefinibile, appena un pò meno chiara del solito.

Avendo a disposizione parecchio tempo per stare insieme , scoprivamo di non essere molto simili ed io diventavo sempre più insofferente e smaniosa di novità, di qualunque genere.

Mi capitava con sempre maggior frequenza di andarmene da sola ad esplorare l’interno diPantelleria , oppure lungo la costa, per cercare luoghi isolati dove fare il bagno nuda e continuare l’opera di arrostimento…
Il risultato fu un’abbronzatura più o meno integrale; mi divertivo ad aumentarne l’intensità
con oli speciali e doposoli che facevano la pelle brillante, come impregnata d’olio.

Poi , un giorno, i nostri amici ci dissero che avrebbero invitato a cena per la sera seguente una giovane coppia di conoscenti che avevano incontrato per caso in un negozio del paese : lei era una fotografa freelance impegnata a redigere per una nota rivista un servizio sulle bellezze naturali dell’isola.

La notizia mi elettrizzò, avrei conosciuto gente nuova, finalmente, a volte da cosa nasce cosa e poi una fotografa, professione interessante…

Anche a a me piace molto fotografare, da dilettante; ho un carissimo amico che lo fa per mestiere, ma donne fotografe di professione non ne ho mai conosciute.

Giovanna, che era al corrente della mia noia ormai cosmica , mi sussurrò, complice:

-_Lui é da sballo, più giovane di lei, il tipo che ti intriga, vedrai…-

E allora decisi di essere super per la serata, usando tutti i mezzi a mia disposizione per affascinare un uomo: la mia storia era alla fine, ero lontana miglia e miglia da casa, tanto valeva darmi da fare; e anche se si fosse trattato del compagno di un altra, beh, ero in vacanza e in vacanza come in guerra tutto é permesso ( é una delle leggi che mi sono stabilite tempo fa…).

Allora via alla gonna supercorta, seni in semilibertà, appena costretti da una fascia esigua, trucco brillante in accurate sfumature di colori, ma soprattutto, tocco da maestra, il doposole iridescente, che dava alla mia pelle ormai color del bronzo dorati bagliori africani.

Gli amati sandali neri dai tacchi alti e sottili e pesante cavigliera d’oro completavano l’insieme…

Dallo sguardo visibilmente ammirato di Luca e Fredo al mio arrivo sulla terrazza dove si sarebbe cenato, capii di aver fatto centro, con il mio abbigliamento.

Giovanna mi strizzò l’occhio, in segno di complicità, mentre annunciava:

-Stanno arrivando , eccoli….-

Mi sporsi dal parapetto per vedere la nuova coppia salire la ripida scaletta che portava alla terrazza: lei, piccola di statura, precedeva un ragazzo alto, biondo e abbronzato, decisamente bello, che immediatamente calamitò il mio sguardo, anzi devo dire che dal modo come ci guardammo, mentre saliva verso di me, pareva che il gioco d’amore tra noi fosse già iniziato. La presenza di lei non mi sembrava per niente un intralcio, a prima vista era abbastanza anonima. Mi parve persino strano che un tipo come lui stesse con una così. In realtà, la loro l’intesa sessuale era molto forte, come mi sarei resa conto poco dopo.

Ora , come al solito quando entro nel vivo del racconto, passo al tempo presente.
Rapide presentazioni ; la compagna dell’appetibile maschietto, Ale, si chiama Lara : é una donna, sui 35 anni, piccoletta, castana di capelli, con un paio di occhi verdi molto belli e un sorriso decisamente accattivante.

Noto subito l’abbigliamento informale, una maglietta con bretelline sottili che mette in evidenza non solo un seno abbondante ma anche pieno di efelidi, un particolare che trovo davvero piccante, perché sul viso ne ha veramente pochine.

Dopo avermi salutato, a differenza del suo ragazzo che mi resta accanto, si volta per andare verso Fredo che sta preparando il barbecue ; la seguo con lo sguardo e noto una farfalla dai mille colori tatuata sulla spalla destra, mentre ancor più mi colpisce lo splendido , piccolo sedere a mandolino.

Indossa una gonna bianca aderente, di tela , e nel camminare le chiappe, elastiche e rotonde paiono due frutti gemelli maturi e sodi.
Quella donna odora di sesso come una gatta in calore; e il mio interesse ( a volte sono davvero una femmina confusa) inevitabilmente si sposta dal ragazzo a lei, mentre un forte desiderio di piacerle, di attirare la sua attenzione si impadronisce della sottoscritta, che per una volta tanto si sente insicura di sé, perché intuisce il tipo di legame che c’é tra i due.

Lascio il ragazzo alle cure di Giovanna, il cui sguardo si fa leggermente attonito, e mi dirigo verso Lara e Fredo.

Lei mi accoglie con un sorriso caldo e mi fa un complimento chiaramente intrigante e intrigato:

-Solo tu , Fede, puoi portare un completo del genere, ci vogliono le tue gambe , la tua non-pancia e anche il colore della pelle…sei molto bella: chissà a quanti uomini avrai fatto girare la testa…e forse anche a qualche donna…- aggiunge sottovoce maliziosa al mio orecchio.

Così dicendo mi passa una mano sui numerosi braccialetti africani che porto al braccio sinistro e così facendo mi accarezza l’avambraccio; rabbrividisco di piacere e la guardo in viso: sbaglio, o la punta della sua lingua passa e ripassa sulle labbra , a leccarle con ingordigia?

Guardo in basso e mi pare di intravvedere il pelo della sua passera, nel gioco di trasparenze;

Le labbra piene ora sono lucide e socchiuse ed io mi sorprendo a desiderarle su di me,
dentro il mio sesso umido, sul clitoride gonfio, intorno ai capezzoli..oh dio, ma che mi sta succedendo…

-Senti, Fede, ti avranno detto che sono una fotografa, devo far un servizio sugli splendori di questa isola, ti piacerebbe farmi da modella? magari potresti nascondere il viso sotto i capelli, se non vuoi essere riconosciuta , al momento vediamo come fare , che ne dici ?-

Resto senza parole, mentre Fredo, che ha capito tutto, si dedica con indifferenza al barbecue.

Io amo far fotografie, é una delle mie passioni, ma non mi piace molto essere fotografata ; non voglio che il mio corpo venga fermato per un attimo su una pellicola, perché mi pare che così una parte di me se ne vada per sempre in un’altra dimensione, quasi mi si privasse di preziosi attimi di vita.

Ma ora é diverso: al pensiero di spogliarmi nuda (perché questo desidero) di fronte a lei , di mostrarle il mio corpo di cui vado orgogliosa, in modo che possa desiderarlo come ora io desidero il suo..
beh, dire che sono in palla da adrenalina é dir poco.

Ceniamo, Fredo a capotavola, io vicino a lui , con a lato Giovanna, gli ospiti di fronte a me.

Parliamo con gli occhi noi due ragazze, mentre con le labbra portiamo avanti discorsi di convenienza: io sono eccitatissima, fiuto intorno a me il desiderio maschile e femminile, e questo mi manda in orbita , più che una doppia sniffata di coca.

Ad un certo punto noto che la mano di Ale non sta più sul tavolo e gli occhi di Lara farsi più grandi, mentre trattiene il respiro.
Incuriosita, lascio cadere il tovagliolo per terra e mi chino: vedo le gambe di lei aperte, non porta mutandine, e la mano del ragazzo darsi da fare tra i riccioli chiari del pube.

Vorrei poter restare lì a guardare in eterno e quando riemergo tra le cosce non sono più solo umida ma decisamente bagnata…

Lara mi guarda, sorride e si morde le labbra, sa che io so, mentre la mano del ragazzo torna sul tavolo. Come poi mi confesserà, in quel momento era fortemente combattuta tra due sentimenti contraddittori: da una parte, il fatto che qualcuno avesse visto quel “gioco” tra lei e il suo uomo la faceva arrossire. Dall’altra, avrebbe desiderato che quegli attimi durassero in eterno, le era piaciuto “mostrarsi” a me e anzi, avrebbe voluto che la mia mano si fosse sostituita a quella di Ale, tra le sue cosce… il massimo dell’intrigo.

Non vedo l’ora che finisca la cena, io e lei abbiamo appuntamento per l’indomani alle 10 del mattino.

Andremo in un posticino che conosco, pieno di colori , di profumi e soprattutto, solitario.

Il giorno dopo, puntuale, lei si presenta , da sola, con due macchine fotografiche , cavalletto e attrezzatura da fotografa professionista; io, sopra il costume , indosso un corto pareo e sono scalza, intanto dovremo camminare su un sentiero sabbioso e poi sugli scogli neri di ossidiana per arrivare dove voglio io.

Ci salutiamo , con un abbraccio e un bacio sulla guancia, ma credo che il suo cuore stia battendo al ritmo eccitato del mio.

Camminiamo per circa 20 minuti, ammirando il colore del mare , e l’intricata architettura costiera.

Finalmente arriviamo e Lara trova bellissimo il posto che ho scelto. Qui non c’è nessuno, siamo sole, io e lei, in questa specie di paradiso terrestre.

-Cominciamo , Fede, guarda, dovresti metterti là, così nera tra tutto quel giallo delle euforbie
sarai bellissima; so che non ti piace essere fotografata, ma questa volta ti divertirai, fidati…-

Mi fido tanto che non trovo di meglio che far cadere il pareo e togliermi sia il sopra che il sotto del costume.

Lara resta immobile , con la Nikon in mano, a fissarmi; allora mi muovo, lentamente , verso le euforbie sul sentiero roccioso.

-Così, cammina lenta, per favore, ora voltati piano, ruota la spalla fammi vedere un seno,
sì, ottimo;
ora sdraiati, su quello scoglio piatto-

E mi viene sopra, con la macchina fotografica, si mette a cavalcioni su di me e mentre scatta mormora con voce affannosa:

-Pensa che stai facendo all’amore, muovi i capelli, le braccia, inarcati, gemi …stai tranquilla , queste foto saranno solo nostre, se non vuoi pensare ad Ale , ho visto come lo guardavi, che ti credevi… pensa alla mia lingua dentro la tua passera, é questo che vuoi ora, vero?-

Mai più avrei pensato di potermi eccitare tanto al pensiero che una macchina fotografica mi scavasse dentro, catturando le mie espressioni e i miei desideri più segreti…

-Si- rispondo con voce roca e – spogliati, voglio guardarti…-

In un secondo è nuda , di nuovo sopra di me, a scattare innumerevoli foto, scendendo verso il ventre , mentre io, eccitata dai profumi intensi della macchia mediterranea e dal sole cocente, capisco solo una cosa: la voglio, voglio questa donna, i suoi seni abbondanti e ricoperti di lentiggini, le cosce lisce e morbide, la passera del color del miele….

Ora Lara prende un bellissimo fiore giallo selvatico , che assomiglia ad un tulipano e :

-Facciamo Lady Chatterley?- dice ridendo; mi allarga le cosce e adagia il fiore tra le labbra della mia micia dai riccioli scuri, poi :

-Stai ferma così, dio, come sei bella, Fede, rosa, giallo, nero, un accostamento da sballo….-

-Lara…- imploro io…

Ultimo scatto e lei si adagia su di me, baciandomi il collo, succhiandomi i capezzoli, mentre il ventre incollato al mio struscia con forza il clitoride , la sua lingua mi fruga la bocca e io l’abbraccio forte, cercando di toccarla dappertutto, con mani frenetiche e fameliche.

Poi la testa di Lara si abbassa sulla mia passera bollente e la bocca lavora su di me a ritmo incessante; le piccoli dita forzano il buchetto posteriore, facendomi gemere ancora più forte; non so far altro che mormorare…:

-Ti voglio, Lara, ti voglio…

E quando la sua lingua , come un piccolo fallo, si introduce in me, lambendo e forzando vengo con un grido chiamandola per nome…

Lei mi beve con ingordigia, come farebbe un assetato, poi alza il viso, balza di lato, riprende la Nikon e:

-Resta così, sapessi cosa sei, con quell’espressione sul viso, dovresti vederti…-

Segue una mitragliata di click…

Ora ci sdraiamo vicine, in silenzio, sotto il sole cocente, fino a che io non allungo una mano a stringere quella di Lara, che intreccia le dita alle mie e mormora :

-Avrei voluto che fosse tua la mano , ieri sera, a frugarmi e non quella di Ale …

Nessuna frase potrebbe accendermi di più di quella appena pronunciata dalla donna , perché mi riporta alla mente l’eccitazione provata durante la cena, sbirciando sotto la tavola.
Mi volto verso di lei, le lentiggini sul seno pieno brillano al sole come stelle, gli occhi si accendono di pagliuzze dorate e più in giù, la peluria castana tra le cosce é uno spudorato invito per i miei sensi di nuovo accesi.

Mi chino sul suo corpo e comincio a baciarla, lentamente, mentre con le mani le accarezzo i seni, giocando con i capezzoli, che sono grandi e rugosi, come fragole mature.
Scendo in basso, sul ventre morbido, fino a toccare il tesoro nascosto tra le cosce, per immergermi in quell’altra sua bocca , che ha un sapore un poco acre…”kiwi , sa di kiwi” e mi pare di gustare uno dei miei frutti preferiti.

Lara geme, non capisco se balbetta Ale o Fede, é talmente persa nel piacere da confondere la
mia lingua con quella del suo amante e viceversa.

Prendo le chiappette sode tra le mani, per avvicinare di più la mia bocca al suo sesso e mentre la penetro con le dita passo e ripasso la lingua sulle grandi e piccole labbra, per attardarmi sul clitoride senza premere, per prolungare il suo e il mio piacere.

Sono molto eccitata anche io, e mentre Lara si inarca in attesa dell’orgasmo che le darò tra un istante penso che potrei venirmene così, senza toccarmi.

La penetro con più violenza , senza staccare le labbra da quelle sue vermiglie e bagnate : lei esplode con un grido rauco , il corpo percorso da piccoli spasmi e vibrazioni.

Mi tocco appena tra le cosce e ancora con la bocca dentro il suo sesso esplodo in mille luci colorate : attimi di pura, perfetta estasi.

Poi restiamo così, il mio viso sulla sua passera, una mano di lei ad accarezzarmi i capelli.

Fino a che :

-Facciamo un bagno, dai –esclamiamo all’unisono.

E nude ci gettiamo nell’acqua verde-azzurra della seconda isola più bella del mondo….

Ringrazio Lara (Aphrodite) per l’ispirazione…