L'erotismo delle storie erotiche cariche di eros, di stupende modelle, ragazze amanti del sesso in ogni sua forma. Le storie erotiche, possono essere reali confessioni o di fantasia, ma sono tremendamente eccitanti!

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  • Racconti: storie reali o immaginarie descritte con dovizia di particolari. Un erotismo che nasce dalle situazioni, dagli sguardi e dai giochi spinti oltre i limiti.
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  • Confessioni: situazioni reali, vissute o conosciute, dai nostri autori. Esplosioni di sensualità, vicende vere e provate sulla propria pelle.
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Dopo una settimana

È trascorsa più di una settimana da quella notte e Naomi è nuovamente scomparsa come al solito dalla mia vita. Dopotutto i nostri incontri sono sempre stati determinati in seguito a qualcosa non decisa da noi. Non ci siamo mai cercati per stare un po’ insieme come farebbero due amici. Ci siamo sempre comportati come se ci fossero altri impegni che ci impedissero di vederci. Più che due amici ci comportiamo come fratello e sorella, anche se l’ultima volta eravamo più scatenati di due gatti in amore.

Probabilmente verso la fine di questo mese dovremo essere entrambi impegnati nella nostra attività di volontari della CBI. Mi riesce un po’ difficile pensare che una ragazza della sua età dopo una settimana di lavoro trascorra la domenica, a volte fino alle 10 di sera, ad aiutare gli altri. Ma forse dipende anche dal suo ragazzo, il classico tipo che sparisce il venerdì sera per andare a pescare con i suoi amici per fare ritorno a casa la domenica pomeriggio con le scarpe fangose la barba lunga a volte anche con i vestiti stracciati. Altro che volontariato qualunque altra donna al posto di Naomi si sarebbe già fatta almeno un paio di amanti con buona pace del pescatore sportivo.

Mentre sto facendo queste considerazioni vedo arrivare un SMS sul telefonino, lo leggo:

“Sei in servizio anche tu domenica prossima? Io ho la macchina dal meccanico, puoi darmi un passaggio al mattino? – Naomi Giusti”

Certo i messaggini sono una bella comodità ma sembra che vengano usati soprattutto da chi preferisce come primo approccio evitare di telefonare direttamente. Può darsi che anche Naomi dopo la nostra notte di fuoco preferisca affidarsi ai messaggini.

Io invece penso di chiamarla subito così ci mettiamo d’accordo per domenica mattina.

Ecco qua, vediamo Opzioni:

Rispondi al msg, Cancella msg, Chiama numero,

Chiamata in corso ….. “Pronto?” – “Ciao Naomi, sono Ivan,” – “Ciao Ivan, hai già ricevuto il mio messaggio?” – “Si. Ti ho telefonato per domenica …” – “Se anche tu sei in servizio avrei bisogno di un passaggio fino a Firenze” – “Ci puoi contare ci vediamo a casa tua alle 7, solo che purtroppo da lì dobbiamo partire un’ora prima del solito” – “ Va bene, ciao Ivan” – “Ciao Naomi, a domenica”

Però, alle 7 a casa sua significa che io dovrò alzarmi almeno alle 6 del mattino. Se invece venisse a casa mia la sera prima potremmo partire quasi alle otto. Adesso provo a fargli la proposta.

Chiamata in corso…”Dimmi Ivan, cosa è successo?” – “Niente, volevo dirti che potrei passare a prenderti questa sera, così domani mattina potremmo partire anche più tardi.” – “Va bene ci vediamo questa sera, mi faccio accompagnare a casa tua verso le 20.30 così andiamo a mangiare una pizza” – “Va bene alle 20.30 a casa mia, ciao”.

Alle 8 e mezza di sera, puntuale sento suonare il citofono. “Chi è?” – “Ciao sono Naomi” – “Sali, sono già pronto”

“Ciao Ivan, come stai?” – “Bene grazie. Sei stupenda” – “Grazie, dove mi porti di bello?” – “Dove vuoi tu, questa sera ti farò da cavaliere. Penso che ovunque andremo mi sentirò molto invidiato”.

Saliti in macchina decidiamo di andare a mangiare al Portichetto, un ristorante in Via Fiesole, la specialità è il pesce anche se fanno delle ottime pizze nel forno a legna.

Decidiamo per gli spaghetti allo scoglio, vino bianco ovviamente, insalatina di frutti di mare, una fetta di torta. Poi usciamo a fare un giro in macchina. Proprio in quel momento mi viene in mente che ci siamo dimenticati di prendere il caffè.

“Scusami Naomi, non ti ho neanche chiesto se desideravi prendere un caffè” – “Non fa niente vuol dire che me l’offrirai a casa tua. Se non ti dispiace questa sera vorrei andare a dormire prima delle 11, mi sento un po’ stanca” – “Non preoccuparti tra mezz’ora sarai già tra le braccia di Morfeo”

Dopo un quarto d’ora infatti eravamo già nel mio appartamento.

Naomi un po’ imbarazzata soltanto adesso si rendeva conto di essere tornata sul “luogo del delitto”.

Forse avrebbe voluto dire qualcosa ma preferiva parlare d’altro.

“Cosa c’è questa sera in TV?” Chiese Naomi.

“Non lo so, proviamo a guardare il televideo. Se ti va ci possiamo anche vedere qualche videocassetta che ho in casa” – “L’importante che non si tratti di film porno” – “Non preoccuparti al massimo posso farti vedere ‘Balla con i lupi’ oppure ‘Batman’”

Dalla sua espressione però mi sembrava di capire che forse Naomi non si aspettava questa risposta, vuoi vedere che sperava di trovare un film Hard?

“Posso provare a vedere se in cantina ho qualche altro genere di film” – “Non importa tanto dobbiamo andare a dormire” – “Aspetta faccio in un attimo”

In cantina sapevo di avere almeno un paio di filmini molto osé. Dopo un paio di minuti ritorno in casa con una videocassetta hard e una bottiglia di vino passito.

“Guarda cosa ho trovato. Ma sei proprio sicura di volerlo vedere? Secondo me non è la scelta giusta. Tu qui a guardare un film porno e il tuo ragazzo in Slovenia con la scusa della pesca a spassarsela con qualche puttanella” –

“L’importante che non me la porti in casa.”

Fu la sua risposta, ma si capiva chiaramente che avevo colpito nel segno. Lei si stava tormentando per cercare di capire cosa facesse in quel momento il suo Antonio.

“Vieni qui Naomi, non ci pensare, anche se fosse non puoi farci niente. Ma lo sai che hai degli occhi stupendi, non dovrei dire queste cose ma se il tuo ragazzo ti tradisce con un’altra è proprio uno stronzo” – “Ti piacciono veramente i miei occhi?” – “Sono unici, se continuo a guardarli credo di non poter resistere più di tanto” – “E chi ti dice di resistere, anche i tuoi non sono male, anzi sono decisamente affascinanti. Dammi un bacio, no sulla guancia, lo voglio sul collo, si li dietro l’orecchio.”

La pelle di Naomi era di un odore particolare, eccitante. Era così liscia, morbida, delicata che ad ogni bacio per alcuni istanti si vedeva il segno lasciato dalle mie labbra.

“Non fermarti, è bellissimo, anche se vorrei essere su una calda spiaggia tropicale a fare all’amore” –

“Con chi?”

E mentre facevo questa domanda un po’ cretina pensavo che le mancasse il suo ragazzo.

“Con te!” Fu la sua risposta. La guardai negli occhi quasi incredulo poi ripresi a baciarla sul collo, infilai una mano sotto il suo maglione e cominciai a carezzarle un seno. Lei staccò per un attimo da me si tolse il maglione blu restando con una maglietta bianca quasi trasparente. Fui sorpreso nel vedere che non indossava il reggiseno, i suoi capezzoli si erano induriti. Era già eccitata, sollevai la sua maglietta e baciai quelle stupende poppe passando la lingua sui capezzoli che diventavano sempre più duri.

Naomi si tolse completamente la maglietta, ravvivandosi i capelli con un gesto della mano e restando per qualche attico svestita fino alla cintola. Poi continuò a spogliarsi sfilandosi i pantaloni e gettandoli per la stanza con gesto quasi di stizza. Come sua abitudine non portava le calze, restò solo con gli slip che tolse quasi subito ma con gesti lenti, come volesse farsi desiderare ancora di più. Nel frattempo anch’io mi ero quasi spogliato e il pene, turgido e duro per l’eccitazione, era uscito per metà fuori dalle mutante, era talmente teso che avrei potuto appenderci un ferro da stiro. Sembrava un bastone di carne, la pelle si era tesa lasciando scoperto il glande ormai simile alla cappella di un fungo.

Naomi salì sul divano e si inginocchiò in mezzo alle mie gambe mentre ero disteso. Accolse il mio cazzo tra le mammelle e con la lingua cominciò a leccarlo. Mentre la lingua leccava il glande ormai rosso violaceo dall’eccitazione, stringeva il cazzo con la mano masturbandolo per tutta la sua lunghezza e bagnandolo con la saliva. Poi ogni tanto rallentava il movimento della mano, quasi a fermarsi, guardandomi negli occhi come per avere la mia approvazione.

Ero talmente eccitato che se avesse continuato avrei goduto tra le sue mammelle. Con un gesto lento mi sono allontanato da lei l’ho aiutata a salire sopra di me e ho cominciato a baciarla tra le cosce e la vulva. Poi dopo averla fatta distendere con la schiena sopra i cuscini ho infilato due dita nella sua fica continuando a leccarla tra il monte di venere e il clitoride insinuando la lingua fino all’interno della vagina. Il primo orgasmo si è manifestato dopo alcuni minuti, la sua vagina era completamente bagnata gli umori che gli colavano fino sopra i cuscini sembrava non finissero più.

Improvvisamente sento squillare un telefono, è quello di Naomi. E’ rossa in viso, la osservo mentre freneticamente con le mani cerca il telefonino nella sua borsa. Poi legge il nome sul display fa un respiro profondo e risponde con un pronto pronunciato in modo secco. All’inizio non capisco se si tratta uno scocciatore oppure di una telefonata inaspettata. Infatti è il suo ragazzo che la sta chiamando, che gli chiede cosa stia facendo, gli sta dicendo di essere tornato in anticipo e non averla trovata in casa.

“Scusami Antonio sono a cena con alcuni colleghi di lavoro….. ne avremo ancora per un’ora. Abbiamo appena terminato gli antipasti…. Mi farò accompagnare a casa da qualcuno di loro… ciao.”

Appena terminata la telefonata, vedo Naomi che stizzita spegne il telefonino poi guarda il mio pene ormai in posizione di riposo e mormora: “Cosa gli è successo era cosi duro fino a qualche secondo fa ed ora in un attimo è ridotto ad un pisellino. Tutta colpa di quello stronzo non poteva restare dove era, ha rovinato tutto”

Poi come se la rabbia fosse sbollita di colpo si è avvicinata al mio pene prendendolo completamente dentro la bocca. Il pene adesso era sparito nella sua bocca, le labbra di Naomi sfioravano i testicoli. Poi ha iniziato a succhiarlo come fosse un bastone di liquirizia finché non ha riacquistato le sue normali dimensioni, che poi tanto normali non sono visto che supera di alcuni centimetri quella che viene considerata la lunghezza media di un pene eccitato. Ricordo ancora quando una ragazza anni fa dopo averlo visto voleva invitare una sua amica ad un nostro incontro per fargli vedere il mio cazzo.

Naomi era sempre impegnata a farmi uno dei suoi giochi più erotici, ogni tanto lo faceva uscire dalla bocca per valutarne la consistenza, poi carezzava il glande con dita e con la lingua bagnata di saliva lo leccava lentamente dal basso verso l’alto. Poi affondava nuovamente la bocca sulla cappella continuando ad ingoiarlo fino a metà dell’asta, si fermava e nel frattempo mentre era ancora dentro la sua bocca ci giocava passando la lingua sulla punta. Non avrei potuto resistere ancora per molto, il mio cazzo era diventato turgido, duro, imperioso, era talmente teso che la punta del glande aveva raggiunto l’altezza del mio ombelico.

Ho chiesto allora a Naomi di girarsi, mettersi carponi e di poggiare i gomiti sul divano tenendo le mani intrecciate dietro la nuca. In questa posizione potevo vedere la vulva umida sotto il suo buchino. Ero indeciso dove penetrarla, poi ho puntato il membro sulla fica e ho spinto, prima delicatamente poi con decisione. La sua vagina era come una caldaia bollente, non avevo mai provato una fica così calda. Ho iniziato a scoparla come fosse stato la prima volta. Ogni colpo che affondavo era un piacere sublime, sentivo il caldo delle sue viscere non avrei voluto più uscire di lì. Con le mani intanto carezzavo la sua schiena, le natiche, i seni. Poi ho bagnato le dita nella sua bocca e dopo averle lubrificate con la sua saliva ho cominciato a massaggiare con i polpastrelli il suo buchino fino ad infilarne dentro prima uno poi due dita. Ho continuato così per alcuni minuti finché ho capito che avrei potuto sostituirle con il mio cazzo. Naomi intanto aveva cominciato a massaggiarsi la fica, è stato allora che ho puntato il glande del mio pene sul buco in mezzo alle sue magnifiche natiche ed ho spinto, dapprima fino a metà poi con decisione fino in fondo. Ho cominciato così a muovermi lentamente dentro di lei, il calore del suo culo era ancora più intenso di quello della sua vagina, dopo pochi minuti sentivo che stavo per inondarla di sperma. Ma non volevo venire dentro di lei, mi sono sfilato da quel paradiso ed ho appoggiato il pene tra le sue chiappe, stringendole con entrambi le mani come fossero due enormi mammelle finché due schizzi di sperma sono usciti con violenza dalla punta del mio cazzo bagnando la sua schiena fino ai capelli. E’ stato allora che Naomi con le mani ha spalmato il mio sperma sulla sua pelle dalla schiena fino ai seni e sui fianchi.

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