Adultera perversa

-Non posso non posso davvero Luca non so se ci riuscirò-

Lidia guardava speranzosa Luca il migliore amico di Fausto il suo giovane marito.

Tornò indietro con la mente a cinque giorni prima, quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita, si era appena sposata, s’erano sposati giovanissimi, diciannove anni lei e 22 lui, giovani certo per molti ma non per loro, la loro storia era nata sui banchi di scuola quando Lidia una ragazzina dodicenne che frequentava la seconda c dell’istituto statale della scuola media S.Garella si era presa una forte cotta per Fausto ripetente della 3 A era il più grande della scuola, il più maturo e sicuramente il più somaro”, si erano conosciuti nel cortile della scuola, dopo neanche una settimana la piccola Lidia era fidanzata, ora dopo sette anni di fidanzamento e amore avevano coronato quel sogno d’amore.

Subito dopo il matrimonio viaggiavano felici verso l’aeroporto di Fiumicino a bordo della tipo del neo marito, mentre svoltavano per l’aeroporto un grosso botto, un auto con a bordo due ubriachi aveva tamponato la macchina degli sposini, Si sincerarono che nessuno dei due si fosse fatto male, ma mentre Fausto prendeva i fogli per l’assicurazione dall’auto sentì uno dei due importunare la moglie, uscì dall’auto irritato, il suo carattere impulsivo e la sua gelosia era fonte di continui scontri con Lidia

– Cos’hai detto- Domandò Fausto a uno dei due, Lidia conosceva quel tono dio voce, tentò di intervenire

-Ti prego fausto non oggi, non vedi che è ubriaco!—

Lui si calmò, ma l’altro cercava la rissa

-Ho detto che la tua donna ha un culo stupendo-

Fausto fu preso da un raptus d’ira, colpi il primo e…

Fu portato in caserma, accuse pesanti, aggressione e lesioni gravi permanenti, i due evidentemente ignoravano che quel novello sposo fosse un ex pugile.

Lidia avvertì immediatamente i familiari, e soprattutto Luca, era un ufficiale dei carabinieri forse lui poteva fare qualcosa.

Trovò Lidia nella sala d’attesa del comando dei C.C.

-Per le accuse, mi spiace Lidia ma non possiamo far nulla—Spiegò alla ragazza che i due ubriachi erano andati al pronto soccorso, e il medico che aveva loro prestato cura doveva per legge chiamare la polizia quando si tratta di lesioni da aggressione, quindi anche se i due ritiravano la denuncia quella dell’ospedale sarebbe andata avanti.

-Conosco un giudice, tenterò di non farlo processare per direttissima, se non riesco oggi è giovedì di venerdì sabato e domenica il giudice del distretto non c’è abbiamo fino a domenica sera per trovare una just causa di scarcerazione-

Luca pensò per ore e ore, telefonata dopo telefonata, poi finalmente, si avvicinò a Lidia

-Usciamo, forse c’è una via- Gli occhi verdi della ragazza s’illuminarono.

Appena fuori l’amico del neo marito fece montare la ragazza in macchina, lei lo guardava speranzosa.

-Ricordi- Esordì lui sicuro –Fausto non ha svolto il servizio militare, crisi depressive-

Lei lo guardò senza capire, poi tentò di difendere il marito –Ma quello era un…-

Per favore Lidia – La zittì lui, -I suoi continui mal di testa, quante volte è stato dal neurologo- Lei restava in silenzio –Ehi parlo con te-

Lidia scosse il capo non capiva –Due, tre, no due dal neurologo e una dallo psichiatra, ma questo cosa centra -.

Non vuoi che lui finisca in carcere per un anno vero, Gianni, il ragazzo più giovane ha riportato fratture gravi al ginocchio, dovrà essere operato, starà sulle stampelle per un bel po’, ben gli sta dico io, ma il giudice la penserà diversamente, penserà che un ex boxer ha massacrato un extracomunitario, sai che sono due albanesi?- Cadde dalle nuvole, no, non lo sapeva

-Pugile… in passato ha gia preso due denunce per rissa, militante di un partito d’estrema destra, lo accuseranno di razzismo, d’essere un ragazzo che va in giro a pestare extracomunitari, io e te sappiamo che non è così, ma l’avvocato della parte lesa farà di tutto per far prendere quattrini ai due bastardi, con queste accuse nessuno lo tirerà fuori dal carcere prima di due anni- Era la verità –Verrà cacciato dal lavoro e….-

Lidia scoppiò a piangere, aiutami, aiutami ti prego farò tutto il possibile per lui, ma solo tu puoi aiutarci, i soldi dei regali, del viaggio di nozze, pagheremo un buon avvocato e…-

-Non basta- Il cuore del militare era graffiato dai pianti della ragazza –Dovremo farlo passare per violento, la sua violenza dovrà essere un disturbo mentale-

Finalmente capiva le precedenti domande

-In questo modo eviterà il carcere, lo metteranno in un ospedale per un paio di mesi, ma lì tu potrai andare a trovarlo tutti i giorni, e se verrò io lo faranno uscire al pomeriggio, gli farò da tutor e tu potrai stare con noi-

-Si, si, aiutami, ti prego, aiutalo e…-

-Smetti di piangere non è finita, lo psichiatra che verrà a visitare tuo marito è un mio amico gli ho fatto mille favori e mille me ne deve, dovrà accertare una malattia che non c’è e vorrà qualcosa in cambio-

Qualsiasi cosa- Disse lei convinta

Aspetta a dirlo…domattina parlerò con lui-

L’indomani nel primo pomeriggio Luca si presentò a casa di Lidia, aveva ancora gli occhi gonfi per il pianto della notte, ma lui la trovava bellissima, tra loro c’erano stati mille sguardi, peccato che era la donna, ora moglie del suo migliore amico, peccato, perché a volte gli occhi della ragazza…

-Lui è disposto ad aiutarci Lidia –

-Ti voglio un mare di bene Luca, se non ci fossi tu… ti saremo grati a vita- Lidia si avvicinò con slancio sul divano dove lui si era accomodato, lo abbracciò e lo baciò di slancio.

-Aspetta non ti ho detto tutto, vuole qualcosa in cambio, ti ho detto che ha molti vizi, uno di questo sono le riprese amatoriali, è innamorato del potere, non di quello politico o del denaro, del potere di una mente maschile su quella femminile, un celebrale-

La ragazza si zittì di colpo –E cosa vuole in cambio-

-Lui si versò un martini, ne versò un bicchiere anche a lei

-Bevi- Ordinò alla ragazza –Come tutti gli psichiatri ha una mente “malata”, vuole te, sa che ami tuo marito, sa che sei bella, e sa che non lo tradiresti mai, vuole riprenderti nuda, mentre ti accarezzi-

Nella stanza calò il silenzio

-Anzi Lidia, voleva questo, quando mi ha dettato le condizioni, c’è mancato poco che lo prendessi a pugni, troveremo un altro modo per aiutare il mio amico, tuo marito, forse riusciremo a fargli fare solo un anno, dieci mesi di carcere e…-

-Mio dio no! Luca, Fausto è un debole lo sai, e dolce e sensibile, troppo- Restò in silenzio a pensare chissà a cosa mentre lui la guardava tentando di carpirne il pensiero -Può sembrare forte, la boxe, gli scatti d’ira, ma quella è una sua maschera, e tu che forse lo conosci meglio di me lo sai, anche tre soli mesi di carcere, ne uscirebbe distrutto- La ragazza restò in silenzio, che lui rispettò, capiva che stava prendendo una decisione che le avrebbe cambiato la vita

-Devo chiederti un favore, Luca- Il tono era serio, gli occhi si fecero lucidi, lui annuì

-Tutto quello che vuoi-

-Tu mi resterai vicino in tutto questo –

Lui la guardò negli occhi, era decisa

-La tua scelta è la mia, ma perderò il mio migliore amico-

-Io amo Luca, è per questo che lo faccio, ma riuscirò a farlo solo se tu mi sarai vicino, io…io ti voglio bene… molto, e lui, non saprà mai, promettilo, giuralo!-

-Te lo giuro-

-Telefona al professore, per stasera, ma ci sarai anche tu, altrimenti nulla-

-Va bene- Luca si alzò stava per uscire senza avere il coraggio di guardarla, capiva la sua sofferenza e la rispettava, lei con la voce rotta lo chiamò, l’abbracciò stringendolo forte

-Grazie Luca, non lo scorderò, giurò che da oggi avrai un amica per la vita-

Fermarono l’auto proprio sotto l’abitazione del prof.

Luca aprì la portiera l’amica, vestiva un abito azzardato, se non indecente, ma il professore aveva iniziato a giocare con lei ancora prima di vederla

-Andiamo piccola- Luca prese la manina sudata

-No aspetta, passiamo al bar voglio qualcosa di forte-

Il bar era proprio li davanti, il barista vide quell’incanto di donna ingoiare due sambuca una dietro l’altra, voleva stordirsi, Luca ingoiò allo stesso modo due jack daniels.

Suonarono alla porta, il salone era ampio e arredato in modo classico, la testa iniziava a girare l’alcol iniziava a fare effetto, il professore era un uomo sui sessanta anni, non brutto, ma Lidia sentiva d’odiarlo, quando lui si avvicinò per salutarla con un bacio fu tentata, voleva scappare, poi pensò al marito, chiuso in una cella fredda, in compagnia di chissà quale delinquente. Luca Salutò Giacomo il professore in modo freddo

-Sei ancora più bella di quanto osavo immaginare- Disse alla donna tentando d’essere gentile

-Iniziamo subito disse lei- Tolto il dente… Si avvicinò al bar, versò un whisky nel bicchiere e bevve.

Li – disse il professore indicando un angolo vuoto del salone –Su quelle aste, fatti fare una foto, voglio immortalare questo momento-

-Giacomo- Luca guardò il prof negli occhi –Se questo film esce di qua sei un uomo finito-

-Sai che lo metterò nella mia collezione privata, dovresti guardarla, scopriresti cose che…-

-Taglia corto, non m’interessano, voglio bene a questa donna e…-

Lidia guardò l’amico con passione, vicino a lui non aveva paura, se ne stava convincendo quasi con terrore…

-Huuu- Disse Giacomo guardando la donna –Hai visto gli sguardi della fanciulla ? Mmm interessante, dai mettiti in posa, per iniziare, scopri un seno…-

Giacomo abbassò le luci, Luca sparì in un angolo della casa, sempre tenendo d’occhio l’amica, Lidia stava per scoppiare a piangere

-Non così piccola, sorridi, non voglio una pulzella arrabbiata, oggi guarderai dentro di te e… resterai sorpresa da quello che scoprirai-.

Sforzandosi Lidia tentò di sorridere, il primo Clik per il viso

Continuò a fotografare la ragazza, scatto dopo scatto.

Luca abituato alle situazioni pericolose si era calmato, guardava la moglie dell’amico sforzarsi di ridere, “Bastardo” pensò tra se, la maggior parte delle persone ignora che anche le forze dell’ordine per arrivare a qualcosa di grosso a volte devono scendere a compromessi, “Lasciare il pesce piccolo, per prendere la balena” ma stavolta avrebbe preso all’amo anche il pesce piccolo, mentre guardava l’espressione sofferta della ragazza giurò a se stesso che il professore l’avrebbe pagata, aveva tutti i mezzi per distruggere l’uomo e il professionista, “Pazienta Luca pazienta” La voce roca del prof bloccò i suoi pensieri

-Il culo bambola mostramelo hai un fondo schiena meraviglioso-

Lo sguardo andò sulle natiche di Lidia rimasta ormai con una specie di body, tonde e perfette, dalla sua posizione vedeva il “bozzo” della vulva ne intuiva lo spacco, suo malgrado sentì il sangue pompare più forte, tentò di pensare all’amico, quella era la sua donna, ma il sesso davanti a quello spettacolo magnifico iniziava a gonfiarsi, Lidia iniziava ora a comportarsi in un modo strano, muoveva il sedere nella sua direzione, “Fortunatamente è completamente ubriaca” pensò tra se mentre la donna ondeggiava i fianchi mostrando impudicamente le natiche perfette.

Lidia aveva guardato più volte in direzione di Luca, la prima volta aveva incontrato il suo sguardo, poi però si era accorta che l’ufficiale guardava con insistenza le sue natiche, lo guardò con insistenza, lo guardava e poteva ben vedere gli occhi del migliore amico di suo marito puntati tra il solco delle chiappe, scoppiò quasi a piangere quando iniziò a sentire il primo formicolio all’interno della pancia, si stava eccitando e sapeva che di li a poco la sua vagina avrebbe preso a stillare umori, se ne sarebbe accorto anche Luca, per lei “bagnarsi” tanto quando eccitata era sempre stato un problema, lo viveva male, e il leggero tessuto del body si sarebbe impregnato, mostrando ai presenti la sua voglia. Luca non poteva immaginare che il suo corpo era stato mille volte desiderato dalla donna, la sua fantasia più ricorrente, e la più perversa, il migliore amico di suo marito, il suo contrario, Fausto il marito con lei era la gentilezza, la dolcezza fatta uomo, ed era così anche nell’intimità, mai una richiesta azzardata, mai una parola scurrile, Luca invece, l’uomo che aveva davanti ora sapeva per certo, per il racconto di un amica che aveva vissuto un periodo con lui era sessualmente esigente, un instancabile porco, a volte perverso questo diceva di lui la sua ex fidanzata, cosa avrebbe pensato di lei ora Luca, cosa pensava ora che i suoi umori bagnavano le mutandine, la donna restava ad occhi chiusi, poggiata sul corrimano della scala a chiocciola, senti il professore avvicinarsi, poi quella voce roca

-Ti stai eccitando, lo sapevo, sei fradicia, vieni Luca-

Il ragazzo si avvicinò come un automa, il sesso duro premeva nei pantaloni

– Eccovi qui, continuò il professore con aria di scherno, cosa vi raccontate ora?-

Nulla era tutto fin troppo chiaro, il professore abbassò la zip dei pantaloni, Lidia seduta sullo scalino più basso non riusciva a staccare gli occhi dalle mani che estraevano un sesso duro, grande.

Lei avvicinò le labbra e baciò sulla punta la cappella violacea, le lacrime continuavano a solcarle il volto, ma le pupille allargate raccontavano la sua eccitazione

-Sei una troia- L’insulto Luca, poi si sdraiò sotto di lei tirò da parte le mutandine, trovò la vagina completamente ricoperta di secrezioni, senza nessuna delicatezza infilò le dita tra le grandi labbra, non appena la ragazza sentì il muscolo molle toccargli la clitoride sussulto, poi allargò di più le gambe per farsi leccare meglio

-Si ti prego leccami Luca, da quanto, da quanto…-

Tentò ancora di dire qualcosa ma il professore infilò la grossa baionetta fino in fondo toccando le tonsille col glande, Lidia si tirò indietro di colpo, dei conati di vomito la fecero sussultare, poi prese a succhiare quel sesso come mai aveva fatto in vita sua, l’unico sapore d’uomo che conosceva era quello del marito

“sto succhiando un cazzo che non è quello di mio marito” Continuava a ripetersi mentre il glande profanava la bocca toccando a volte le tonsille della donna, l’alcol faceva il gioco del professore, l’onesta e innamorata ragazza s’era trasformata in un’amante esperta e disinibita.

-Ti piace?- Quella del professore era più un’affermazione che una domanda –Si che ti piace, mi succhi e guardi la camera, troia, chissà da quanto desideravi la lingua dell’amico del tuo uomo, vero? Vero!? E magari desideri altro da lui vero?-

-Siiii- Riuscì a dire Lidia mentre il primo orgasmo faceva contrarre i muscoli degli addominali

-Lo voglio, ti voglio Luca- Continuò con voce rotta la ragazza prima di restare senza fiato

-Sei una puttana, una puttana Lidia –

-Vieni qui piccola- Con uno schiocco il professore le sfilò il sesso di bocca, col telecomando che aveva in tasca allargò lo zumo della camera, prese la ragazza per mano e la tirò fino al centro della stanza sul grosso tappeto rotondo, lei lo seguiva come un manichino senza volontà, Luca guardò le cosce della ragazza, nell’interno fino a metà coscia era bagnata, non era stata la sua lingua era l’eccitazione di Lidia

Vieni voglio scoparti-

Incredulo Luca vide l’amica sistemarsi sul tappeto e allargare le gambe

-Non così- Disse il professore voltati su un fianco

obbedì

– E’ questa luca? La mogliettina per bene- Infierì il professore mentre strusciava il grosso glande tra le labbra della ragazza –E’ questa, la ragazza che darebbe la vita per il marito?- Chiamata in causa Lidia tentò di giustificarsi

-Lo faccio per lui… io-

-Taci troia, stai colando come la peggiore delle puttane- La voce la ferì ancora di più, perché arrivava da quello che lei considerava un fratello, il professore accarezzò il buchetto orlato della ragazza, infilò prima un dito poi due, ne saggiò la resistenza, Lidia non era mai stata sodomizzata tentò di difendere quella porta ancora chiusa

-Non lì io non l’ho mai…- Poi gridò la cappella aveva ormai sorpassato l’anello allargandolo come mai prima

Vieni Luca vieni a lenire il dolore della tua amica, lo vuoi succhiare cara-

Lidia guardò luca alzarsi, lei lesse negli occhi di lui una grande eccitazione, si sdraiò davanti a lei, con la patta all’altezza del suo viso, le piccole dita sbottonarono i jeans, il grande sesso di luca saettò fuori, lei l’accarezzò dolcemente, amorevolmente, non sapeva il perché, ma sapeva che Luca era grande massiccio

-Tuo marito troverà una donna nuova, sicuramente più “aperta”- La schernì il professore

Il dolore ormai era scomparso, la mazza del professore era entrata completamente nell’ano della ragazza, il grosso glande scavava a fatica arrivando ad ogni affondo più su

Lidia mugolava di piacere, non aveva il coraggio di guardare in viso luca, ma ne stringeva il sesso tra le

-Sai luca- Se hai altre amiche Pudiche, si pudiche è così che l’hai definita vero? (Cristo bambina stai colando) non ho mai visto una donna che gode tanto alla prima penetrazione anale, dicevo portale qui, vedi amico mio, le donne come lei sono puttane dentro il marito faceva prima a spararsi un colpo , avrebbe sofferto meno, il carcere per lui è il minore dei mali, sei un buon detective Luca, ma non conosci l’animo delle donne, una donna posata non avrebbe mai deciso d’accettare, ma lei amico mio è puttana dentro- L’uomo parlava di Lidia come se lei non ci fosse, ma lei sapeva, erano tutte cose vere, la sua voglia di trasgressione si era presentata in molti modi, uscire senza intimo quando era solo una tredicenne, farsi tastare sull’autobus, era come una malattia mentale, era rimasta dentro, latente come un terrorista dormiente, ma al primo segnale, alla prima occasione ecco che la vera Lidia usciva fuori, andava contro i colpi dell’uomo facendosi penetrare il più possibile, gemeva ormai senza vergogna, senza ritegno, l’eccitazione aveva spazzato via ogni pudore, e ora così si voleva concedere, senza pudori, aveva davanti a lei l’uomo che forse aveva desiderato di più dopo il padre, e ne voleva godere, alzò gli occhi pieni di nuovo di lacrime, guardò l’amico del marito negli occhi,

-Ti voglio succhiare, ti voglio bere-

Lui afferrò la testa della donna e con rabbia la spinse sul suo sesso, Lidia imboccò la cappella, a lei così piaceva succhiare il cazzo, lo teneva in bocca come fosse un lecca lecca, sputava sopra il glande per poi imboccare di nuovo la cappella unta, il professore continuava con le mani ad allargare la vagina della ragazza che non aveva smesso per un attimo di sprigionare umori

La stanza era piena dell’odore di Lidia

-Ti piace piccola? Ti piace farti inculare?- Domando gia conoscendo la risposta il professore

-Si, si – Si le piaceva, sentiva il membro scorrere nello stretto canale, era fastidioso ma il piacere superava alla grande il fastidio, dal centro della penetrazione sentiva un calore bruciante allargarsi e spandersi fino alla pancia, le natiche arrossate ormai dai colpi del professore scottavano, il calore si propagava e arrivava fino al petto,

-Fammi bere ti prego, fatti bere Luca godimi in bocca- si toglieva il sesso dalle labbra solo per parlare con il ragazzo che le riempiva la bocca di carne –Non ho mai ingoiato- Continuò –Non ho mai voluto bere Fausto- ora lo guardava, lo pregava -Ma tu riempimi, è da anni che lo voglio, da quando quattordicenne ho visto Lara che ti succhiava, mi hai fatto soffrire sai, Dio quanto, averti vicino, stretti sul divano, sentivo il tuo profumo immaginavo il tuo sapore, vedevo le occhiate colme d’eccitazione che mi lanciavi quando pensavi di non essere visto ora sono qui, dammi la tua vita, fammi bere, ti prego-

Prese a succhiare con maggiore foga, il rumore osceno della penetrazione e del fellatio non faceva altro che aumentare l’eccitazione della ragazza,

Finalmente Lidia sentì il sesso gonfiarsi fino allo spasmo.

– Bevi puttana,ingoia- Luca urlò quasi con le lacrime agli occhi, un orgasmo lento e sfiancante.

Le fiondate di sperma colpirono nell’interno delle guance la ragazza che serrò le labbra intorno al membro fremente per non far scappare il liquido del piacere.

Continuò a leccarlo tentando di succhiare fuori dal meato anche l’anima del ragazzo, il professore giunto al culmine passò il braccio sotto la coscia della ragazza, la allargò facendo assumere una posizione oscena tutto a favore della telecamera, lei capì, i suoi occhi fissarono quello unico della macchina da presa, sentì i getti bollenti riempirle il canale, con un rumore osceno lo sperma fuoriusciva spinto dalle possenti bordate dall’ano ormai aperto.

Il professore sfiancato usci dal sedere della ragazza, il sesso dell’uomo presentava striature rosse, sangue e sperma insozzavano quel sesso ormai completamente molle, senza dir nulla riempì tre bicchieri e li porse ai due ragazzi ancora sdraiati sul tappeto, entrambi rifiutarono

-Vado a darmi una sciacquata, qui c’è sangue sperma e… –

Voleva umiliarla, umiliarla fino all’ultimo, Lidia piangeva sommessamente, ora che con gli orgasmi l’eccitazione era andata via i sensi di colpa stritolavano la psiche della brava ragazza, della neo moglie, Luca accarezzò la testa della ragazza che sollevò il capo, lo guardò singhiozzando

-Perdonami- Disse fra le lacrime

-Leccalo- Comandò lui con voce dura, non ho voglia di lavarmi, leccalo puliscilo, e smettila di frignare, guaisci come una cagna quando ti scopano, godi, e ora piangi-

Lidia prese a leccare umilmente il sesso dell’uomo, avevano capito entrambi che se era entrata in quella casa con la buona intenzione di aiutare il marito, si era fatta sodomizzare, umiliare per piacere, leccò l’asta di Luca con amore, passione e desiderio, succhiò le palle dell’amante aspirando lo sperma che le era sfuggito, prese a farlo con sempre più passione, luca allungò la mano fino a toccare le grandi labbra della ragazza

-Cazzo, ti stai bagnando di nuovo, prendi la pillola?- Domandò

-No, e sono nei miei giorni fecondi- Lo disse quasi con timore

-Non voglio metterti incinta, non voglio far crescere a Fausto un figlio di puttana che non è suo-

Lidia riuscì ancora a stupirlo

-Mettimelo nel culo, inculami-

Lui la guardò nascondendo lo sconcerto

-Cosa?-

Lidia si sdraiò spalle a terra, afferro le natiche con le mani, le allargò lentamente mostrando a Luca il pertugio arrossato e sporco di sperma rappreso

-Ti prego, per favore, nel culo- Sussurrò la ragazza, aveva capito il suo ruolo…

Lui l’afferrò per i fianchi, la sollevò, con le dita insalivò la parte, poi poggiò il glande sull’ano, iniziò a spingere, lentamente ma inesorabilmente, Lidia tentò di allargarsi meglio che poteva, era molto più grande del professore, finalmente la baionetta entrò completamente nel fodero.

-Fatti guardare- Ordinò ancora Luca

Lidia aprì la vagina con le dita

-Così? Va bene?- Domandò –Così ti piace?-

-Si, si, mi eccita, masturbati-

Le dita della ragazza presero a roteare sulle grandi labbra

-Così, così la piccola Lidia mentre prometteva eterno amore al mio cornuto amico sognava di avere dentro il suo migliore amico, è così, è così ?!-

Voleva sentire ancora, sapere se lei l’aveva desiderato quanto lui aveva desiderato lei

-Si, si luca mi sono masturbata centinaia di volte pensando a te, a noi, mi sono fatta scopare al buio, immaginando che quel corpo che pigiava sopra il mio fosse il tuo, ahhh cosi, aprimi, così, ora ora Luca tutto dentro-

La ragazza era persa nel piacere, mescolava ricordi pensieri e nel frattempo incitava l’amante a riempirla.

-Parlavo di te, a volte, mentre mio marito mi fotteva, chiedevo, se n’è accorto sai, si, non è sciocco sa che ti desidero, una volta mi ha persino chiesto perché quasi tutte le volte che mi era dentro

-Sbattimi luca ti prego, sono sua moglie, la sua donna ma se mi vorrai sarò per sempre la tua puttana, così mi fai…-

Lidia iniziò a gridare dimenando il sedere, scuoteva il capo da una parte all’altra mentre Luca affondava con colpi violenti il sesso nell’ano martoriato della ragazza

-Godo, go…dooo-

Riuscì a dire mentre le esili dita entravano e uscivano dalla vagina bollente, il professore aveva osservato e ascoltato tutto appoggiato allo stipite della porta del bagno, si avvicinò con il sesso di nuovo eretto, i due lo guardarono, a sessanta anni riusciva ad avere due erezioni a distanza di poco tempo una dall’altra, si avvicinò alla ragazza che subito afferrò il sesso dell’uomo, prese a masturbarlo lentamente mentre luca limava la sua anima.

-questo- Disse Lidia rivolgendosi a Luca –doveva essere il completo per la mia prima notte di nozze, invece, è diventato il completo per il mio primo adulterio, ma ti prometto, che la prima notte che passerò con Luca lo indosserò di nuovo, si, si ancora…così…te lo prometto…-

Luca la guardò negli occhi, occhi verdi che promettevano non amore ma orgasmi travolgenti-

Si bloccò dentro di lei

-Voglio scoparti, voglio venire nella tua pancia-

-No no ti prego, non oggi- La voce di Lidia era troppo poco convinta

-Voglio metterti incinta, perché la prova della tua libidine del tuo adulterio sia sempre li con te, ti piace sentirti sporca? Troia?! Ti aiuterò io-

Luca usci da lei, si sdraiò a terra, lei baciò il sesso dell’amante, poi lentamente salì sopra di lui, mentre il professore si spogliava dei pantaloni, lei indirizzo il grosso sesso nell’apertura, strusciò il glande fra le labbra bagnate, poi guardando l’amante negli occhi si impalò lentamente, prese il sesso del compagno fino in fondo, sentiva la cappella baciarle l’utero, si sentiva piena, avvicinò la bocca a quella di Luca, lo baciò teneramente.

-Sborrami dentro, riempimi di sperma, voglio un figlio da te-

Lo disse con la consapevolezza che non sarebbe mai stata presa in considerazione da lui come compagna di vita, l’amore che provava per il marito era grande, ma la sua natura di puttana superava ogni limite, sentì il glande del professore poggiarsi nel pertugio anale, capì cosa volevano, cosa voleva, sollevò il sedere per farsi penetrare, un colpo secco, entrambi erano dentro di lei, si sentiva piena troppo.

Riusciva a respirare a fatica, poi i due presero a muoversi, un dolore tremendo all’inizio, la membrana che separava i sessi sembrava doversi spaccare da un momento all’altro.

-Piano sono piena-

Avvertì i due

Restarono fermi per pochi secondi, il tempo di farla abituare, poi presero a muoversi, prima lentamente, poi in modo più veloce.

Lidia iniziò a mugolare, il piacere cresceva sempre di più, avrebbe voluto dire che era favoloso, avrebbe voluto urlare tutto il suo piacere, ma i sessi che pompavano dentro di lei tagliavano respiro e parole, l’amplesso durò a lungo, sentiva il sesso di Luca allargarla a dismisura, mentre l’ano era quasi addormentato, sentiva solo la cappella infilata in profondità nel suo intestino, lo scorrere e il calore avevano quasi anestetizzato l’anello anale e tutta la parte inferiore.

Luca inizio ad ansimare forte, Lidia capì che stava per godere, l’avrebbe riempita e quasi sicuramente messa incinta, l’onta più grande per il marito siciliano, si sentiva sporca, incredibilmente sporca e questo l’eccitava sopra ogni limite, prese a muoversi come poteva fra i due, parole senza senso uscivano dalla bocca della donna, fino a quando senti i getti caldi di sperma allagarle la vagina

-Ti godo dentro- Singhiozzò luca

-Si, si ,si go ..go..anch’io- Riuscì a dire tra le lacrime la ragazza mentre l’orgasmo la squassava.

Passato l’orgasmo si lasciò cadere sopra Luca

Lui si sfilò dalla ragazza, così fece pure il professore, la lasciarono a terra semisvenuta

Lidia tentò di alzarsi ma tutto intorno a lei girava, poggiò le guance sul tappeto e chiuse gli occhi, come in un sogno si risvegliò, nuda, l’orifizio anale e vaginale tremendamente arrossati e arroventati, poteva essere passato un minuto o un ora, il professore armeggiava con la videocamere, non vedeva Luca, fu come colta dal panico

-Se n’è andato!- Gridò, tentò di alzarsi sorreggendosi malamente sulle gambe per colpa del dolore della fatica e dell’alcol, che ormai faceva sentire il suo effetto solo sul corpo, con la mente lucida si tocco l’ano, lo sentiva slabbrato, aveva paura che non sarebbe mai più tornato come prima, poi si tocco la vulva, lo sperma era colato fuori, si era seccato sull’interno coscia insozzandola, stava per avere una crisi isterica, quando sentì la voce di Luca, tutto cambiò, la sola voce di quell’uomo aveva avuto il potere di calmarla, di eccitarla ancora per il suo status di puttana, lui l’aveva osservata, seduto all’angolo sulla sedia di bambù aveva visto e capito, lui era la sua droga, si avvicinò a lei ancora mezzo nudo come pure nudo era il professore,

non dissero nulla, lei prese a masturbare i suoi amanti per farli tornare duri, luca era li vicino a lei, e lei poteva continuare a vivere, godere, accarezzò i sessi quasi con devozione, li guardò crescere nelle sue mani.

Leccò la cappella di luca finché lo senti di nuovo duro e pronto, tirò in basso il professore, lentamente si impalo su di lui donandogli ancora il secondo canale

-Prendimi luca, riempimi ancora-

Luca la penetrò con facilità, era di nuovo bagnata, cominciò a muoversi in quel lago bollente mentre il professore godeva delle spinte del giovane ufficiale.

Lidia ora poteva guardare l’amante negli occhi

Rispondeva incitandolo ad ogni spinta.

-Così, così, cielo come sei grande sii-

la guardava negli occhi, si guardarono mentre i corpi d’entrambi erano scossi dal piacere in quel momento Lidia capì che quel momento poteva certo essere cancellato, capì che la Lidia dolce pudica la fidanzatina educata e sensibile sarebbe rimasta accanto al marito ma insieme a quelle certezze ne aveva un’altra, Luca sarebbe rimasto per sempre dentro di lei, poteva avere un figlio o altri dieci da lui, non era nel suo corpo, ma nel suo cervello in quella parte di testa che solo lui conosceva, solo lui era riuscito a tirar fuori la sua vera natura.

-Puttana- Continuava a ripeterle lui a denti stretti, offendeva certo, Luca offendeva con una certezza, l’uomo che non aveva mai avuto bisogno di nessuno ora non poteva rinunciare a quella carne bollente e eccitata, tradiva il suo migliore amico, andava contro tutto quello in cui aveva sempre creduto, lealtà e amicizia, odiava la ragazza per questo, l’odiava ma sapeva che non poteva rinunciare.

-Mi fai godere ancora- Sussurrò lei, poi l’orgasmo la portò lontano, respirava a fatica, un piacere quasi doloroso, quando riaprì gli occhi vide il viso dell’amante contrarsi dal piacere, serrò i muscoli vaginali aspettando che lo sperma la riempisse per la seconda volta, e fu così.

Non appena il primo getto inondò l’utero venne abbracciandolo, gridando parole senza senso e oscene promesse.

Il professore venne poco dopo.

La coppia d’amanti lasciò quella casa di perdizione poche ore dopo, tornarono a casa di lui.

Cenarono in silenzio, sembrava che fra di loro nulla fosse successo.

Lidia non riusciva a sostenere lo sguardo di Luca, poi finalmente

-Perdonami, perdonami, forse, non sono la donna giusta per Fausto, non sono la donna per nessuno, forse sono malata- Di nuovo il suo viso fu solcato dalle lacrime

-Mi hai fatto delle promesse- La voce di Luca era ferma, decisa

-Tu… non mi giudichi per quello che ho fatto?-

-O si che ti giudico, sei una puttana, ma sei anche la moglie del mio migliore amico, si Lidia sei una ninfomane, la mia ninfomane-

Lei lo guardò, le lacrime cessarono di cadere

-Il momento più bello, sentire il tuo sesso che sussultava dentro di me, il tuo sperma che mi riempiva, e il professore infilato profondamente dietro di me-

-Ne avremo mille altri Lidia, mille altri-

Il professore mantenne la promessa, Fausto fu rilasciato, il suo disturbo di personalità non gli permetteva di ragionare nei momenti critici.

Solo tre mesi d’ospedale psichiatrico, ma Lidia poteva vederlo tutti i giorni, Il giovane marito strappò un giuramento a Luca.

-Finché non sarò a casa amico mio, occupati tu di lei… un’altra cosa grazie, grazie per l’aiuto-

-Non preoccuparti, penserò io a lei-

Lidia restò incinta, Luca non capì mai che il figlio era del suo migliore amico, per sdebitarsi e dimostrare la sua amicizia e la sua gratitudine, chiamò quello che credeva il figlio Luca, in onore dell’amico. Il lavoro lo portava spesso fuori dall’Italia, ma era tranquillo, Luca che era anche il padrino del bimbo si fermava a dormire a casa sua quando lui era via, e succedeva spesso che la moglie il bimbo e l’amico passavano intere settimane al mare in montagna, Lidia era una mamma favolosa, e lui troppo impegnato col lavoro non poteva dare alla moglie quello che meritava, certo lei si lamentava, ma mai troppo.

Il professore fu arrestato neanche quindici giorni dopo il fatto, qualcuno aveva mandato la buoncostume a perquisire la sua baita in montagna, tra i carabinieri del blitz c’era anche Luca, la sera stessa bruciava le prove del primo adulterio di Lidia, alcune cassette contenevano immagini di ragazze minori, e oltre a quello in casa fu trovato un grosso quantitativo di cocaina e delle armi da fuoco automatiche, fu condannato a tredici anni, nessuno gli dava credito quando gridava al complotto….

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